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È uscito il numero di dicembre di “Alimenti Funzionali”

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Nell’editoriale di questo numero, Sebastiano Porretta scrive della silver generation, perché l’attenzione rivolta a chi invecchia in buona salute è un trend di mercato in crescita ormai consolidato. Questo invecchiamento progressivo apre nuove opportunità di sviluppo per le aziende del settore alimentare; non è un caso se questo mese pubblichiamo uno speciale di Verdiana Baroni sulla cosmesi nella prevenzione dell’invecchiamento cutaneo; gli esperti illustrano gli effetti benefici e l’impatto sulla salute della dieta biologica; nell’immancabile approfondimento dedicato al free from è possibile scovare interessanti riflessioni sulla riduzione di zucchero per mettersi al riparo dal diabete. A proposito di zucchero. Monia Caramma esorta a prestare attenzione alle etichette, fornendo utili nozioni per avere chiarezza su prodotti ed effetti sulla salute. 

Siamo stati in visita alla AVD Reform, un’eccellenza della micoterapia italiana, per un’intervista dedicata a nutraceutici e prevenzione, integratori e sistema immunitario.

Torniamo a parlare delle contravvenzioni alimentari alla luce della riforma Cartabia e scriviamo di percezione a livello gustativo; mentre dalle loro cucine gli chef fanno chiarezza su salamoia, salatura e marinatura per donare sapore e sulle modalità di cottura del pesce per averne il maggior beneficio in termini nutrizionali. E non mancano utili ricette, anche dolci, in collaborazione con FunnyVeg Academy, come quella di un goloso croccante di mandorle e nocciole (indicato anche per le feste di fine anno) ricche di grassi buoni, fibre e minerali.

Passiamo in rassegna le ultime novità in arrivo dal mondo per il settore functional e in fatto di salute e benessere, tra ricerche scientifiche e utili suggerimenti per una corretta integrazione a tavola.

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È uscito il numero di settembre di “Alimenti Funzionali”

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L’umore/benessere mentale è stato uno dei 10 principali trend di crescita negli ultimi 3 anni ed è destinato a rimanerlo nei prossimi. Così esordisce Sebastiano Porretta, coordinatore scientifico della nostra rivista, in apertura al numero di settembre di “Alimenti Funzionali, lasciando (più avanti) la parola agli esperti della redazione per gli speciali in salute e benessere, bellezza, e nutrizione e fitness.

In primo piano, per la rubrica free from, scriviamo di sofisticazione alimentare, per capire cosa accade ai giorni nostri e come difenderci, e approfondiamo il tema degli alimenti funzionali a supporto di sovrappeso e celiachia.

L’amido resistente nei prodotti funzionali: soluzione felice? Ce ne parla l’esperto di pasticceria salutare. Del cioccolato e del perché sia un prodotto sicuro e salubre, scrive Giuseppe Comi; mentre Lucilla Caricchio, socia fondatrice di Hylobates Consulting, fa il punto sui nutricosmetici, introducendovi così al mondo degli integratori e dei beauty claims. A proposito di filiera green, prodotti da forno bio e sicurezza alimentare, per  conoscere meglio l’azienda italiana Valle Fiorita, abbiamo rivolto alcune domande ad Andrea Minisci, responsabile R&S.

Pubblichiamo la ricetta delle tagliatelle al ragù bianco, con la soia tra gli ingredienti: ha una funzione protettiva nei confronti di alcuni tipi di tumore ed è spesso impiegata a scopo terapeutico per la sua azione anti-colesterolo. Come di consueto, passiamo in rassegna le novità più interessanti a livello internazionale nel segmento functional, nuove proposte veg e a basso indice glicemico, news dal mondo, ricerche applicate e ‘contaminazioni senza rete’, per approdare a curiosità, produzioni innovative e approfondimenti tecnici in arrivo dalla scienza sugli alimenti.

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I premonitori dell’osteoporosi 

 

L’osteoporosi colpisce le ossa e si traduce in una diminuzione della densità minerale e della massa ossea, motivo per cui un soggetto affetto da questo tipo di patologia ha maggiori probabilità di subire fratture ossee e lesioni. Si tratta di una malattia silenziosa, senza sintomi evidenti, ma alcuni segni possono indicarne l’insorgenza precoce e al riguardo gli esperti hanno utili raccomandazioni.
I cosiddetti premonitori dell’osteoporosi sono i casi di recessione gengivale (la perdita ossea si verifica nella mascella, portando alla perdita dei denti e a malattie gengivali), unghie fragili e presa indebolita (esiste infatti un’associazione tra la forza di presa delle mani e la densità minerale ossea delle ossa di queste ultime).I sintomi in fase avanzata possono includere la graduale perdita di altezza, postura scorretta o curva, mal di schiena, dolore al collo, fratture della colonna vertebrale, senza contare che le ossa diventano più fragili e soggette a fratture.
Alcuni fattori di rischio non sono modificabili, per esempio una storia di cadute e fratture, l’età avanzata, una storia familiare di osteoporosi, un intervento chirurgico per rimuovere le ovaie effettuato prima che le mestruazioni si interrompano naturalmente, bassi livelli di estrogeni nelle donne ed altre condizioni mediche, come HIV, artrite reumatoide ed anoressia nervosa. È pur vero però che su altri fattori di rischio possiamo lavorare. I nutrizionisti suggeriscono di inserire nella dieta cibi ricchi di calcio, verdure a foglia verde, pesce, succhi fortificati, latte, cereali, alimenti con vitamina D e ricchi di proteine; gli esperti mettono in guardia anche su fumo, perdite di peso o bassi indici di massa corporea, consumo frequente di alcol, inquinamento dell’aria e scarsa attività fisica. A tal riguardo, il National Institute on Aging (NIA) raccomanda di eseguire esercizi di carico a basso impatto, che aiutano a costruire e rafforzare le ossa.

 

 www.medicalnewstoday.com

Tempeh con cavolo rosso e mele in agrodolce

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Per 4 persone

Per il tempeh
300 g tempeh (di soia o altri legumi)
3 cucchiai di salsa di soia
2 cucchiai abbondanti di succo di limone
1 cucchiaio di sciroppo d’acero o d’agave
olio evo qb
granella di pistacchi qb

Per il cavolo
400 g cavolo cappuccio rosso pulito
1 cipolla rossa
1 mela media non molto dolce
4 cucchiai di aceto di mele
sale alle erbe qb
olio evo qb

Tagliare il tempeh a fettine e lasciarlo marinare per circa un’ora con la salsa di soia, il succo di limone e lo sciroppo d’acero. Nel frattempo, affettare la cipolla e stufarla in padella con un po’ d’olio e una presa di sale, quindi aggiungere il cavolo tagliato a striscioline e, non appena si sarà ammorbidito, unire la mela a fette sottili. Cuocere versando poca acqua, se si asciuga troppo. A fine cottura, insaporire con il sale alle erbe e l’aceto. Ungere una padella con un filo d’olio e adagiare le fettine di tempeh con tutta la loro marinatura, facendole rosolare da entrambi i lati, fin quando saranno dorate.
Disporre il cavolo cotto con le mele sul fondo del piatto e sopra il tempeh, completando con la granella di pistacchi.

FunnyVeg Academy
Giulia Giunta
Foto di Andrea Tiziano Farinati

 

Il tempeh è un prodotto fermentato derivato dalla soia (ma si può realizzare anche con altri legumi) originario del sud-est asiatico. È ricco di proteine e, in generale, mantiene i valori nutrizionali della soia o del legume di cui è composto, con la differenza che la fermentazione lo rende particolarmente digeribile. Ha una consistenza piuttosto dura e compatta. Il gusto ricorda i funghi e le noci, con note umami, ma anche sentori leggermente aciduli e amari. Si presta a essere marinato con condimenti vari e poi arrostito o fritto; può essere anche tritato per polpette e ragù vegetali.

Il cavolo rosso (detto anche crauto viola) fa parte della famiglia delle brassicacee, ma, a differenza del più comune cavolo bianco o verde, ha una quantità maggiore di vitamina A e di ferro. Contiene una grande quantità di vitamina C e di fibre e, grazie alla presenza di antocianine (che ne determinano il colore), ha notevoli proprietà antiossidanti. Il colore rosso/viola in cottura tende a scurirsi, ma si ravviva aggiungendo elementi acidi come aceto o succo di agrumi.

Torna la settimana nazionale della celiachia

È con l’obiettivo di promuovere una corretta informazione sulla celiachia e sulla dieta senza glutine, che AIC Associazione Italiana Celiachia propone anche quest’anno un ricco calendario di appuntamenti, tra screening e consulenze mediche gratuiti, incontri e consigli di dietisti e nutrizionisti, corsi di cucina, laboratori per bambini, convegni.
Soffre di celiachia l’1% della popolazione generale, sebbene solo 251 mila (pari allo 0,43%, dati Ministero della Salute, 2022) siano i diagnosticati. Si stima, dunque, siano 600 mila le persone celiache: a loro è dedicata la Settimana Nazionale della Celiachia, dall’11 al 19 maggio, in vista della Giornata Mondiale della Celiachia del 16 maggio.
“Severa ma ancora troppo sottostimata”, definisce così la celiachia Rossella Valmarana, presidente di AIC, che tiene a precisare come “solo aumentando la conoscenza e la consapevolezza sia possibile migliorare la qualità della vita delle persone celiache, quello per cui AIC lavora e si impegna quotidianamente da 45 anni”.
In Lombardia, Marche, Campania e Sardegna è previsto il progetto pilota del programma di screening pediatrico per celiachia e diabete di tipo 1, avviato dal Ministero della Salute e dall’Istituto Superiore di Sanità in attuazione della legge 15 settembre 2023 n. 130.
“Tutti a tavola, tutti insieme: le giornate del menù senza glutine” prevede invece la distribuzione di un menù completamente senza glutine per tutti nelle mense delle scuole dell’infanzia e della primaria.

www.celiachia.it
settimanadellaceliachia.it

 

 

Gambe gonfie e pesanti?

 

Il microcircolo è un sistema fondamentale per nutrire i tessuti, per regolare la produzione di collagene e per il funzionamento del sistema cardiovascolare. Oltre a proteggere le nostre gambe da inestetismi e dalla sensazione di pesantezza, difende le nostre cellule dallo stress ossidativo. Gambe gonfie, sensazione di pesantezza, formicolii e crampi sono i principali disturbi dell’insufficienza venosa. Questa problematica è caratterizzata da reticoli di capillari (teleangectasie) e nei casi più gravi da vene varicose e ulcerazioni.
L’eziologia delle malattie venose croniche (MVC), nota come insufficienza venosa cronica (IVC), è correlata all’intrappolamento dei leucociti, alla loro attivazione e al rilascio di specie reattive dell’ossigeno (ROS) dai globuli bianchi intrappolati. Può dipendere da fattori ereditari, sovrappeso o da scorrette abitudini come la sedentarietà, troppe ore trascorse in piedi o l’utilizzo di calzature scomode. Inoltre, con l’arrivo del caldo, si determina una dilatazione dei vasi sanguigni, provocando un aumento della sintomatologia.
I disturbi circolatori degli arti inferiori sono più frequenti nel sesso femminile, che è anche quello più sensibile ai risvolti estetici del problema. Oltre a una costante attività fisica, alcuni cibi favoriscono la circolazione e migliorano l’integrità e l’elasticità dei tessuti. Vediamo quindi cosa mettere in tavola e quali sono i consigli per un’alimentazione equilibrata. Aumentare il consumo di frutta e verdura ad alto contenuto di potassio e magnesio, limitare i cibi ricchi di grassi saturi e sale (come salumi e formaggi), bere almeno 8 bicchieri di acqua al giorno. Tutti i frutti di bosco come more, ribes, lamponi, mirtilli e l’uva rossa sono l’elasticità delle vene, hanno proprietà vasodilatatrici e aiutano a prevenire l’invecchiamento cellulare. La vitamina C partecipa alla formazione del collagene, contribuendo alla normale funzionalità dei vasi, quindi prediligere il consumo di agrumi, kiwi e peperoni.
La nutraceutica flebologica offre un validissimo supporto al micro e macrocircolo venoso.

 

Continua a leggere lo speciale benessere di Annalisa Taccari ed Eelena Chiarello su “Alimenti Funzionali” n. 49
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Integratori e salute del cervello

 

 

Allied Market Research pubblica dati in forte crescita per il settore degli integratori che migliorano le funzioni cerebrali, con una proiezione pari a oltre 19,7 miliardi di dollari entro il 2030.
È il Nord America ad avere la quota di mercato più alta, per via della crescita del numero di pazienti geriatrici, unitamente a una maggiore consapevolezza delle malattie del cervello e di infrastrutture sanitarie avanzate. Gli analisti, però, prevedono il più rapido tasso di crescita nella regione Asia-Pacifico, attribuito a fattori quali l’aumento dell’incidenza di malattie croniche, della popolazione, della spesa sanitaria e la disponibilità di piante erbacee. Anche la pandemia di Covid-19 ha avuto il suo impatto. Ci si riferisce a composti naturali, per lo più estratti vegetali, offerti in forma di capsule, compresse e polveri, che migliorano memoria, creatività, attenzione, motivazione e vigilanza. Bacopa monniera e Withania somnifera, per esempio, potenziano l’attività cerebrale: la prima, usata come rimedio naturale fino dai tempi antichi in Asia e nelle Americhe, è indicata per problemi di memoria e sviluppa una maggiore concentrazione; la seconda, utilizzata nell’healthy aging, è un composto bioattivo in grado di esercitare un ampio spettro di effetti, tra cui un’azione positiva sul rilassamento, contribuendo al benessere mentale, oltre a fungere da tonico adattogeno e contro la stanchezza mentale.
I baby boomer sono soliti utilizzare gli integratori per disturbi dell’umore e cognitivi, prediligendo gli acidi grassi Omega-3. L’assunzione di determinati integratori aiuta a riprendersi dalla depressione e a ridurre la possibilità di ricadute; anche il trattamento della depressione legata all’Alzheimer prevede una combinazione di medicinali e integratori. Gli estratti vegetali, come le capsule di ashwagandha, l’estratto di erba di capra cornea e quello di chicchi di caffè verde sono utili per mantenere il cervello in salute e ridurre stress e ansia; la gotu kola infine potenzia la funzione cognitiva ed ha la capacità di migliorare la memoria e la funzione nervosa.

Il gusto di saperlo. Il podcast di Alimenti Funzionali

 

 

Come spero sappiate, ormai da un anno sono coinvolto nell’avventura del podcast Il gusto di saperlo che mi sta dando soddisfazioni insperate, al punto da adattarmi anche alle diverse richieste pervenute. Gli ascoltatori si dividono fra chi vorrebbe delle puntate brevi e chi monografiche anche più lunghe delle attuali. Personalmente ritengo che la durata di 15-20 minuti sia necessaria per poter offrire anche all’ascoltatore meno esperto una visione globale del tema trattato. Tuttavia, per assecondare le richieste di una specifica fascia di ascoltatori, abbiamo prodotto una nuova serie in pillole (di non più di 7 minuti) per chi dispone davvero di poco tempo da dedicare all’ascolto.
Le puntate sono disponibili gratuitamente su tutte le piattaforme di streaming (Spotify, Apple, Google podcast, Podtail, Tune in…) e queste sono le prossime puntate in onda:

1) I pericoli nelle conserve fatte in casa
2) L’impiego dell’Intelligenza Artificiale nel settore alimentare
3) L’innovazione alimentare dei prodotti di IV gamma
4) La conservazione “a freddo” dei prodotti alimentari mediante elevate pressioni
5) Le alternative alimentari plant based
6) Le più comuni frodi alimentari
7) Le pubblicità ingannevoli nel settore alimentare
8) Alimenti o farmaci?
9) Materiali a contatto con alimenti (MOCA)

Buon ascolto!
Sebastiano Porretta

Carrot cake e salmorejo con Gorgonzola Dop

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Carrot cake con Gorgonzola Dop.

 

Il Consorzio per la Tutela del Formaggio Gorgonzola Dop presenta al Gibus, dal 7 al 10 maggio a Parma, il nuovo ricettario con piatti semplici da realizzare per la prossima stagione estiva. Qui vi proponiamo in anteprima la ricetta di Carrot cake con Gorgonzola Dop.

 

dosi per 4

300 g farina 00
70 g farina di mandorle
230 g zucchero
300 g carote
100 ml di olio di semi
3 uova
1 bustina di lievito per dolci 16 g
1 pizzico di sale
1 arancia
1 noce di burro
Gorgonzola DOP
menta

Procedimento

Mondare le carote e tagliarle grossolanamente; trasferirle in un mixer e tritarle finemente.
In una ciotola, unire le 2 farine setacciate insieme al lievito, poi le carote tritate e mescolare bene.
In un’altra ciotola montare, con l’aiuto delle fruste elettriche, le uova con lo zucchero, il sale e la scorza d’arancia. Aggiungere le polveri e continuare a mescolare, unendo l’olio di semi a filo.
Trasferire l’impasto in una teglia da 22 cm, precedentemente imburrata e infarinata, e fare cuocere in forno preriscaldato a 170°C per 40 minuti. Una volta cotta, lasciare raffreddare completamente.
Con l’aiuto di un coppapasta, ricavare dei cilindri dalla torta. Su metà dei dischi ottenuti fare uno strato di Gorgonzola DOP e poi richiudere con l’altro disco.
Guarnire, infine, con altro Gorgonzola DOP e menta.

 

Salmorejo guarnito con Gorgonzola Dop piccante, pomodorini colorati e basilico

dosi per 4

1 kg pomodoro ramati
100 g Gorgonzola DOP piccante
200 g pane
3 cucchiai di aceto di vino bianco
2 spicchi di aglio
pomodorini colorati
basilico
sale
olio EVO

Mondare i pomodori e tagliarli grossolanamente, trasferiteli nel mixer e poi frullare fino ad ottenere un composto omogeneo. Con l’aiuto di un colino, setacciare il composto e prelevare la purea ottenuta, trasferirla di nuovo nel frullatore ed unire il pane spezzettato, l’aglio, l’olio EVO, il sale e frullare il tutto. Tagliarei pomodorini colorati ed il Gorgonzola DOP piccante a cubetti.
Servire il salmorejo in una fondina e guarnre con i pomodorini, i cubetti di Gorgonzola DOP piccante, il basilico ed un filo d’olio e pepe macinato.

www.gorgonzola.com

I sostituti del sale possono ridurre il rischio di malattie cardiovascolari

È ampiamente noto che un’eccessiva assunzione di sodio è associata a malattie cardiovascolari e mortalità; in molti casi siamo consapevoli di consumarne troppo ma non sembriamo disposti a rinunciare al sapore. Una strategia per non sacrificare il gusto e ridurre i rischi per la salute è l’uso di sostituti del sale, ovvero miscele contenenti minori quantità di sodio e maggiore potassio. Un recente studio della Bond University, in Australia, rivela che possono comportare una minore incidenza di malattie cardiovascolari e un ridotto rischio di morte per qualsiasi causa fino a 10 anni, imputando all’ulteriore potassio l’azione benefica. I risultati sono riportati su Annals of Internal Medicine.
Il consumo di sodio segue modelli diversi in Oriente e in Occidente. Nelle popolazioni asiatiche oggetto della ricerca, il consumo di sale tende ad essere discrezionale e la preparazione del cibo avviene spesso in casa, dove l’aggiunta di sodio è una scelta consapevole. In Occidente invece il consumo di sale è maggiormente legato al consumo di alimenti trasformati e confezionati, cibi da asporto e, in generale, quello che consumiamo al ristorante. Fatte queste dovute precisazioni, i ricercatori precisano che sebbene i risultati dello studio siano probabilmente applicabili alle persone che vivono in Asia potrebbero non essere altrettanto rilevanti per quelle occidentali.
“I sostituti del sale potrebbero apportare benefici alle popolazioni occidentali, tuttavia le prove di ricerca attualmente disponibili non possono confermarlo, perché i dati non sono disponibili. Questo è in parte il motivo per cui la certezza delle prove per i nostri risultati è classificata come bassa o molto bassa, ha spiegato Hannah Greenwood, prima autrice dello studio. La dieta occidentale si caratterizza, infatti, per una certa pervasività di sodio: molti alimenti trasformati contengono intrinsecamente sale, che spesso figura anche come conservante ed esaltatore di sapidità.
Il potassio aggiunto nei sostituti del sale della popolazione oggetto dello studio, invece, è responsabile dei buoni risultati di salute osservati. Gli esperti spiegano che è essenziale per l’equilibrio del sistema elettrico del cuore, compresa la contrazione e il rilassamento del muscolo, e svolge un ruolo nell’interazione tra sodio e potassio nella regolazione della pressione sanguigna. Va comunque assunto non in dosi eccessive.
Veniamo ai sostituti del sale. Gli esperti spiegano che alternative a basso contenuto di sale alla salsa di soia possono includere aminoacidi di cocco o una salsa di soia fatta in casa, utilizzando aceto balsamico, miele, zenzero in polvere e olio di sesamo, ricordando che la dieta non è l’unico modo per proteggere il cuore, incidono anche l’aggiunta di alimenti in volumi appropriati, un’attività fisica regolare e la riduzione di stress.

 

La revisione delle direttive “colazione”

 

Il 21 aprile 2023 la Commissione Europea ha presentato una proposta di modifica di alcune delle c.d. direttive “colazione”, un insieme di sette atti normativi che stabiliscono regole comuni sulla composizione, la denominazione commerciale, l’etichettatura e la presentazione di alcuni prodotti alimentari, al fine di proteggere gli interessi dei consumatori e garantire la libera circolazione di tali merci nel mercato interno. I prodotti oggetto di queste regole comuni possono essere messi in commercio con le denominazioni di vendita ivi stabilite unicamente se rispettano i requisiti richiesti, il che assume un particolare rilievo se si nota l’ampia diffusione e l’interesse dei consumatori. Infatti, vista la profonda evoluzione del mercato dei prodotti alimentari a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, spinta dall’innovazione e dal mutare delle richieste dei consumatori — sempre più consapevoli e interessati ad operare scelte informate, più sane e sostenibili — la Commissione ha ritenuto opportuno procedere ad una revisione di alcune regole delle direttive “colazione”, al fine di non ostacolare con regole obsolete l’innovazione e di soddisfare pienamente le aspettative degli acquirenti.
In particolare, le norme interessate dalla revisione sono quattro direttive autonome che disciplinano determinate categorie di alimenti: la 110/2001 sul miele, la 112/2001 concernente i succhi di frutta e altri prodotti analoghi; la 113/2001 relativa alle confetture, gelatine e marmellate di frutta e alla crema di marroni e la 114/2001 su alcuni tipi di latte conservato parzialmente o totalmente disidratato.
I principali cambiamenti presentati dalla Commissione sono volti a fornire una maggiore trasparenza in etichetta, riportando chiare indicazioni circa l’origine dei prodotti, maggiore completezza sul contenuto degli zuccheri che contengono e nuove iniziative nella lotta alla contraffazione. Il 12 dicembre 2023, a seguito del parere del comitato economico e sociale europeo e della relazione approvata dalla commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, il Parlamento ha adottato la sua posizione sulla proposta di revisione presentata dalla Commissione.

Tratto dall’articolo di diritto alimentare pubblicato su “Alimenti Funzionali” n. 49
a cura di Giorgia Andreis e Laura Olivero
Studio avv. Andreis e ass., To-Mi

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Tutti i salmoni dell’Alaska sono selvaggi

 


Il concetto di sostenibilità implica l’attenzione alla salvaguardia dell’ecosistema naturale ma anche la produzione di cibo è un aspetto ad esso correlato. Se eccessiva provoca perdite economiche, con ripercussioni anche sul fronte delle emissioni di gas serra.
Il caso dell’Alaska, un Paese in cui la pesca è la più grande forma di sostentamento sia per gli abitanti che per lo Stato, offre un esempio virtuoso. La Costituzione vieta l’allevamento di salmoni; una legge del 1959 ratifica che è possibile prevenire l’eccesso del pescato e i conseguenti danni all’ecosistema, e sono diverse le certificazioni previste per la tracciabilità del prodotto.
Nessun spreco. Il pescato viene utilizzato in ogni sua parte: le lische vengono convertite in alimenti per animali domestici e in fertilizzanti per rimuovere i rifiuti radioattivi dal suolo; stomaco, milza e uova rappresentano prelibatezze gastronomiche; l’olio è utile contro i trigliceridi.
Acquistare pesce sostenibile, come quello dell’Alaska, significa non solo rispettare gli ecosistemi ma anche portare in tavola un cibo sano e naturale. È una preziosa fonte di acidi grassi Omega 3, in particolare DHA ed EPA: entrambi possono ridurre il rischio di infarto, il DHA è addirittura in grado di influenzare positivamente lo sviluppo neuro-cognitivo.

www.alakaseafood.it
www.alaskaseafood.org

Le bacche di olivello spinoso apportano benefici contro diabete e obesità

Immagine pxhere.com

 

L’olivello spinoso si unisce a un elenco crescente di nutraceutici, il cui valore medicinale è confermato dalla scienza moderna. Un nuovo studio della Memorial University di Terranova, in Canada, identifica nell’arbusto costiero un potente antiossidante. Le bacche sembrerebbero vantare caratteristiche nutrizionali benefiche per diabete e obesità; i risultati sono stati pubblicati nel Journal of the Science of Food and Agriculture.
Già note in Asia e utilizzate per il trattamento dell’artrite e di altre condizioni infiammatorie in Europa, queste bacche contengono potenti antiossidanti che inibiscono o prevengono i danni causati alle cellule del corpo dai radicali liberi; l’olio della pianta è fonte di acidi grassi omega-3 e omega-6, polifenoli e vitamine E, B e A.
Gli esperti citano vitamine C ed E, nonché flavonoidi, carotenoidi e composti fenolici e fibre alimentari, quali responsabili dei potenziali effetti sulle cellule del diabete: riducono il danno ossidativo e l’infiammazione, migliorano potenzialmente la sensibilità all’insulina e il metabolismo del glucosio. Allo stesso modo, la combinazione di antiossidanti e fibre alimentari mitigano lo stress ossidativo e l’infiammazione, supportando la salute metabolica e aiutando negli sforzi di gestione del peso.
Nella lista dei comuni nutraceutici a base vegetale figurano anche curcuma, zenzero, tè verde, mirtilli, semi di chia e di lino. Ai loro composti bioattivi si attribuiscono proprietà antiossidanti ed effetti antinfiammatori; i polifenoli migliorano la salute vascolare e riducono il rischio di malattie cardiovascolari. Ve ne sono anche di più moderni dalla riconosciuta la funzione antiossidante. Il resveratrolo, presente nell’uva nera, in alcuni frutti di bosco e nelle arachidi, riduce l’infiammazione, migliora il flusso sanguigno e protegge dai danni ossidativi ai vasi sanguigni; l’axantina, un pigmento carotenoide abbondante in alghe e frutti di mare come salmone e gamberetti, ha anche effetti vasodilatatori; i lignani dei semi di lino e sesamo riducono lo stress ossidativo. Infine, presenti naturalmente in frutta, verdura, noci e semi, steroli e stanoli vegetali riducono i livelli di colesterolo LDL.

 

Il potere benefico delle piante costiere

Anche le foglie giovani di Hibiscus tiliaceus, Syzigium corymbosa, Calophyllum inophyllum e Colubrina asiatica, note come ibisco da spiaggia, mela acquatica, alloro alessandrino e legno serpente asiatico vantano antiossidanti. I ricercatori sostengono che siano le condizioni difficili in cui crescono queste piante, come il terreno ad alto contenuto di sale, l’umidità variabile e lo scarso contenuto di nutrienti, ad aumentare il loro stress ossidativo e di conseguenza la capacità di adattamento ambientale, che porta a livelli più elevati di produzione di antiossidanti.

 

MedicalNewsToday