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È uscito il numero di dicembre di “Alimenti Funzionali”

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Nell’editoriale di questo numero, Sebastiano Porretta scrive della silver generation, perché l’attenzione rivolta a chi invecchia in buona salute è un trend di mercato in crescita ormai consolidato. Questo invecchiamento progressivo apre nuove opportunità di sviluppo per le aziende del settore alimentare; non è un caso se questo mese pubblichiamo uno speciale di Verdiana Baroni sulla cosmesi nella prevenzione dell’invecchiamento cutaneo; gli esperti illustrano gli effetti benefici e l’impatto sulla salute della dieta biologica; nell’immancabile approfondimento dedicato al free from è possibile scovare interessanti riflessioni sulla riduzione di zucchero per mettersi al riparo dal diabete. A proposito di zucchero. Monia Caramma esorta a prestare attenzione alle etichette, fornendo utili nozioni per avere chiarezza su prodotti ed effetti sulla salute. 

Siamo stati in visita alla AVD Reform, un’eccellenza della micoterapia italiana, per un’intervista dedicata a nutraceutici e prevenzione, integratori e sistema immunitario.

Torniamo a parlare delle contravvenzioni alimentari alla luce della riforma Cartabia e scriviamo di percezione a livello gustativo; mentre dalle loro cucine gli chef fanno chiarezza su salamoia, salatura e marinatura per donare sapore e sulle modalità di cottura del pesce per averne il maggior beneficio in termini nutrizionali. E non mancano utili ricette, anche dolci, in collaborazione con FunnyVeg Academy, come quella di un goloso croccante di mandorle e nocciole (indicato anche per le feste di fine anno) ricche di grassi buoni, fibre e minerali.

Passiamo in rassegna le ultime novità in arrivo dal mondo per il settore functional e in fatto di salute e benessere, tra ricerche scientifiche e utili suggerimenti per una corretta integrazione a tavola.

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È uscito il numero di settembre di “Alimenti Funzionali”

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L’umore/benessere mentale è stato uno dei 10 principali trend di crescita negli ultimi 3 anni ed è destinato a rimanerlo nei prossimi. Così esordisce Sebastiano Porretta, coordinatore scientifico della nostra rivista, in apertura al numero di settembre di “Alimenti Funzionali, lasciando (più avanti) la parola agli esperti della redazione per gli speciali in salute e benessere, bellezza, e nutrizione e fitness.

In primo piano, per la rubrica free from, scriviamo di sofisticazione alimentare, per capire cosa accade ai giorni nostri e come difenderci, e approfondiamo il tema degli alimenti funzionali a supporto di sovrappeso e celiachia.

L’amido resistente nei prodotti funzionali: soluzione felice? Ce ne parla l’esperto di pasticceria salutare. Del cioccolato e del perché sia un prodotto sicuro e salubre, scrive Giuseppe Comi; mentre Lucilla Caricchio, socia fondatrice di Hylobates Consulting, fa il punto sui nutricosmetici, introducendovi così al mondo degli integratori e dei beauty claims. A proposito di filiera green, prodotti da forno bio e sicurezza alimentare, per  conoscere meglio l’azienda italiana Valle Fiorita, abbiamo rivolto alcune domande ad Andrea Minisci, responsabile R&S.

Pubblichiamo la ricetta delle tagliatelle al ragù bianco, con la soia tra gli ingredienti: ha una funzione protettiva nei confronti di alcuni tipi di tumore ed è spesso impiegata a scopo terapeutico per la sua azione anti-colesterolo. Come di consueto, passiamo in rassegna le novità più interessanti a livello internazionale nel segmento functional, nuove proposte veg e a basso indice glicemico, news dal mondo, ricerche applicate e ‘contaminazioni senza rete’, per approdare a curiosità, produzioni innovative e approfondimenti tecnici in arrivo dalla scienza sugli alimenti.

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I premonitori dell’osteoporosi 

 

L’osteoporosi colpisce le ossa e si traduce in una diminuzione della densità minerale e della massa ossea, motivo per cui un soggetto affetto da questo tipo di patologia ha maggiori probabilità di subire fratture ossee e lesioni. Si tratta di una malattia silenziosa, senza sintomi evidenti, ma alcuni segni possono indicarne l’insorgenza precoce e al riguardo gli esperti hanno utili raccomandazioni.
I cosiddetti premonitori dell’osteoporosi sono i casi di recessione gengivale (la perdita ossea si verifica nella mascella, portando alla perdita dei denti e a malattie gengivali), unghie fragili e presa indebolita (esiste infatti un’associazione tra la forza di presa delle mani e la densità minerale ossea delle ossa di queste ultime).I sintomi in fase avanzata possono includere la graduale perdita di altezza, postura scorretta o curva, mal di schiena, dolore al collo, fratture della colonna vertebrale, senza contare che le ossa diventano più fragili e soggette a fratture.
Alcuni fattori di rischio non sono modificabili, per esempio una storia di cadute e fratture, l’età avanzata, una storia familiare di osteoporosi, un intervento chirurgico per rimuovere le ovaie effettuato prima che le mestruazioni si interrompano naturalmente, bassi livelli di estrogeni nelle donne ed altre condizioni mediche, come HIV, artrite reumatoide ed anoressia nervosa. È pur vero però che su altri fattori di rischio possiamo lavorare. I nutrizionisti suggeriscono di inserire nella dieta cibi ricchi di calcio, verdure a foglia verde, pesce, succhi fortificati, latte, cereali, alimenti con vitamina D e ricchi di proteine; gli esperti mettono in guardia anche su fumo, perdite di peso o bassi indici di massa corporea, consumo frequente di alcol, inquinamento dell’aria e scarsa attività fisica. A tal riguardo, il National Institute on Aging (NIA) raccomanda di eseguire esercizi di carico a basso impatto, che aiutano a costruire e rafforzare le ossa.

 

 www.medicalnewstoday.com

È uscito il numero estivo di “Alimenti Funzionali”

 

In questo numero, pubblichiamo una ricca rubrica dedicata ai temi di salute e benessere. Partiamo dalla psico-biologia del comportamento alimentare e approfondiamo l’influenza di dieta e nutrienti (e la loro interazione) sugli effetti degenerativi dell’invecchiamento; presentiamo gli ultimi dati della ricerca applicata con le novità in arrivo dal settore alimentare e degli integratori contro stress, infiammazione, pressione sanguigna alta e malattie metaboliche.
Spazio agli esperti e agli speciali in diritto alimentare (monacoline da riso rosso fermentato negli integratori alimentari), igiene e ristorazione (si fa presto a cuocere). Presentiamo le novità più interessanti a livello internazionale nel segmento functional e i nuovi prodotti all’orizzonte per la nutrizione degli sportivi. È una ricetta funzionale la bowl latina con guacamole di Giulia Giunta, perché a base di quinoa, senza glutine e ricca di fibre, fagioli neri, caratterizzati dalla forte presenza di antociani, e noci brasiliane ricche di selenio.
Per finire, le aziende mostrano un grande interesse verso l’argomento analisi microbiologica e l’intelligenza artificiale giocherà sicuramente un ruolo chiave al fine di offrire le soluzioni migliori e strumenti analitici sempre più avanzati e precisi. Ne parliamo con Franco Pirovano, fondatore di Micro, a Sulbiate.

 

IN PRIMO PIANO

– La sicurezza nei servizi di food delivery per celiaci e allergici

– Psico-biologia del comportamento alimentare: perché le diete falliscono?

Insetti commestibili e rischi alimentari

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La colina può ridurre il rischio di malattie cardiache

Immagine Medicalnewstoday.com

 

I ricercatori puntano l’attenzione alla colina, evidenziandone i potenziali benefici per la salute del cuore e la funzione cerebrale, sebbene il suo ruolo nell’aterosclerosi rimanga dibattuto. Si tratta di un nutriente essenziale presente in alimenti di origine animale e vegetale ed è stata oggetto di un recente studio osservazionale pubblicato su BMC Public Health. Obiettivo della ricerca: indagare in che modo influisca sulla sindrome metabolica e sui suoi fattori di rischio.
I risultati evidenziano benefici ottimali per la salute del cuore derivanti dall’assunzione di colina a livelli specifici, con un’assunzione giornaliera di colina definita in circa 244 mg per le donne e 367 mg per gli uomini. Nel complesso, è stata osservata una relazione inversa e non lineare tra colina e malattia cardiovascolare aterosclerotica, in particolare negli uomini. Manca invece un legame significativo tra l’assunzione di colina e la sindrome metabolica (e i suoi componenti), nonostante quest’ultima sia un forte predittore di mortalità per malattie cardiache.
Gli esperti sottolineano un difetto nel disegno dello studio: la malattia cardiovascolare arteriosclerotica è stata diagnosticata in base alla presenza di patologie cardiache, ma non tutta l’insufficienza cardiaca congestizia o gli ictus sono dovuti alla malattia arteriosclerotica. Occorrono studi prospettici controllati con una migliore determinazione dell’assunzione di colina nella dieta e un’analisi degli esiti della malattia con una definizione più specifica e coerente dei vari stati di malattia cardiaca.
Come assumere una quantità adeguata di colina ogni giorno?
Si consiglia una dieta equilibrata, incluse le maggiori fonti del nutriente. E la lista non è breve. La colina è, infatti, presente in uova intere, salmone e merluzzo, latticini come la ricotta, fegato e manzo, patate rosse, funghi shiitake, mandorle, semi di lino e semi di zucca crudi, cereali integrali e pseudocereali come germe di grano e quinoa, verdure crocifere, soia, fagioli di Lima, fagioli rossi, ceci e lenticchie. Resta valida la raccomandazione di scegliere di consumare più proteine ​​magre e fonti dietetiche di colina a base vegetale e di non incorrere nel rischio di un possibile sovradosaggio con integratori alimentari.

www.medicalnewstoday.com

 

 

 

 

I benefici per la salute delle bevande fermentate

 

Foto Allied Market Research

 

Per secoli, in diverse culture, le bevande fermentate sono state apprezzate per i benefici potenziali apportati all’organismo. Subiscono, infatti, un processo di fermentazione che produce probiotici, enzimi, vitamine e altri composti bioattivi che, negli ultimi anni, gli hanno fatto guadagnare lo status di bevande funzionali, con una grande popolarità anche come alternative alle bevande zuccherate tra i consumatori attenti alla questione benessere.
Cominciamo dai probiotici. Aiutano a mantenere un sano equilibrio dei batteri intestinali, fondamentale per la digestione, l’immunità e il benessere generale e, insieme con altri composti bioattivi presenti nelle bevande fermentate, influenzano la produzione dei neurotrasmettitori e le vie di segnalazione, riducendo potenzialmente i sintomi di ansia, depressione e stress. Recenti ricerche suggeriscono, infatti, che la comunicazione bidirezionale tra intestino e cervello svolge un ruolo cruciale nella regolazione dell’umore e nel benessere mentale. Gli stessi probiotici possono aiutare a rafforzare la barriera intestinale, prevenendo l’ingresso di agenti patogeni dannosi e rafforzando le difese naturali contro le infezioni.
Se con il kombucha, una bevanda fermentata del tè, si possono riscontrare effetti benefici per l’intestino, il tè ai funghi criniera di leone migliora la funzione cognitiva, incluse memoria, concentrazione e attenzione, supportando la produzione del fattore di crescita nervoso nel cervello. Al kombucha vengono talvolta aggiunti ginseng, astragalo ed echinacea, per le loro proprietà di potenziamento immunitario; queste erbe aiutano a regolare la risposta allo stress del corpo e supportano la funzione immunitaria. Anche il tè Jun contiene probiotici che supportano la salute dell’intestino e la funzione immunitaria. Il sambuco è noto per le sue proprietà immunostimolanti, grazie al contenuto di antociani e flavonoidi, dall’effetto antivirale e antinfiammatorio.
È stato dimostrato, inoltre, che alcuni composti prodotti durante il processo di fermentazione, come gli acidi grassi a catena corta, esercitano effetti antinfiammatori. Antiossidanti e sostanze fitochimiche presenti nel kimchi possono aiutare, per esempio, ad alleviare l’infiammazione nell’intestino e ridurre il rischio di problemi digestivi.
Sebbene queste bevande offrano numerosi benefici per la salute, non tutte sono uguali. È importante selezionarne varietà che contengano colture vive e attive, poiché sono queste che apportano
probiotici, e prestare attenzione a zuccheri aggiunti e additivi artificiali, che possono invece annullare gli effetti salutari. Prepararle a casa assicura un numero di probiotici più elevato perché tendono ad avere ingredienti più semplici.

www.alliedmarketresearch.com

Il salato funzionale in cioccolateria

Praline al Cavolfiore della Piana del Sele (Giraudi).
Nel 2009 Giraudi, cioccolateria di Castellazzo Bormida, nella provincia alessandrina, sceglieva di produrre cioccolatini salati e, a 15 anni di distanza, riconferma il valore di quella scelta e della ricerca e sperimentazione che l’ha portata, nel tempo, a presentare  il suo cioccolato gastronomico.
Oggi i cioccolatieri Giacomo e Davide Boidi rinnovano l’offerta di cioccolatini al formaggio, messa a punto per l’azienda Guffanti di Arona (NO) e presentano due praline al Cavolfiore della Piana del Sele, dall’azione antiossidante.
“In questa categoria di prodotto, il cioccolato si fa portavoce e contenitore di un ingrediente altrettanto eccellente, che ne può amplificare le modalità e i momenti di consumo”. Così padre e figlio introducono le novità, ideali per essere consumate anche all’aperitivo o a fine pasto, in abbinamento a vini liquorosi e da dessert.
Una prima pralina ha un guscio di cioccolato bianco e racchiude un ripieno di Erborinato Sancarlone, formaggio di latte vaccino dal gusto intenso e poco piccante; la seconda ha guscio al latte e cuore di Erborinato Sancarlone caffè in crosta, la variante che matura 3 mesi nella polvere di caffè.
La sfida successiva è stata quella di esaltare il cavolfiore, scegliendo una varietà coltivata nel terreno di natura vulcanico-alluvionale della Piana del Sele (SA), commercializzata dall’Organizzazione di Produttori Solco Maggiore, ad Eboli, candidata al riconoscimento IGP. Le praline al cavolfiore essiccato ricoperte di cioccolato fondente e al latte, distribuite dalla OP Solco Maggiore, a marchio Sapore Maggiore, si declinano nel duo con camicia al 61% e al latte. “Abbiamo utilizzato il cavolfiore in polvere disidratato per aromatizzare il burro di cacao, poi abbinato a cioccolato biancopasta di mandorlenocciole e limone candito”, -spiegano, a cui fa eco il parere di un’esperta in nutrizione dell’Università di Salerno, Marisa Di Matteo. Perché le praline al cavolfiore si rivelano un concentrato di sostanze benefiche per l’organismo, grazie alla combinazione dell’azione antiossidante dei polifenoli del cioccolato e il potere antiinfiammatorio e antiossidativo di glutammina, glucosinati e polifenoli dell’ortaggio.

Gli effetti degli integratori di omega-3 sull’osteoartrosi

 

Il progredire dell’osteoporosi, una malattia degenerativa delle articolazioni che colpisce soprattutto la cartilagine articolare, con conseguente risposta proinfiammatoria, dipende sia da fattori ambientali che genetici. Un trauma, il metabolismo, questioni biologiche e di natura biomeccanica sono solo alcune delle cause sottostanti all’infiammazione.
Resta ad oggi difficile determinare il meccanismo sottostante all’insorgenza di questa malattia, la gravità dei sintomi e le complicanze delle comorbidità; gli attuali approcci farmacologici e fisici messi in campo si rivelano semplici palliativi, lasciando aperto un quesito sulla possibile individuazione di altri metodi per intervenire sul decorso della malattia. Ecco che, negli ultimi anni, la dieta e gli integratori alimentari si sono fatti notare dai ricercatori per la prevenzione e la cura, dimostrando un’influenza positiva su infiammazione, dolore, rigidità articolare e formazione della cartilagine. In particolare, gli acidi grassi polinsaturi omega-3 hanno un ruolo influente nella progressione dell’osteoporosi, con conseguente riduzione della distruzione della cartilagine, inibizione delle cascate di citochine proinfiammatorie e produzione di ossilipine che promuovono percorsi antinfiammatori.
Lo evidenzia un lavoro scientifico condotto da un gruppo di ricercatori dell’Università di Auburn, in Alabama, pubblicato su Nutrients. La ricerca si concentra sulla valutazione delle prove che spiegano i processi infiammatori dell’osteoartrosi e l’influenza dell’integrazione di omega-3 nel modularne la progressione.

Il valore della dieta mediterranea

L’alimentazione ha un ruolo nel controllo del dolore e nella tolleranza all’attività funzionale nell’osteoartrosi. È stato provato che diete ricche in grassi, in concentrazioni di trans e saturi, aumentano i fattori di rischio e del dolore; al contrario, la dieta mediterranea (basata sul consumo di frutta e verdura, cereali integrali e fonti omega-3 da olio d’oliva, noci, pesce grasso e latticini a basso contenuto di grassi) ha un’influenza positiva sulla gestione dei sintomi. La sua stessa efficacia su dati biometrici, dolore, funzione fisica e rigidità è stata valutata anche rispetto ad una dieta a basso contenuto di grassi, riscontrando in entrambi i casi una riduzione di peso e della circonferenza della vita, così come dolore e rigidità. L’insorgenza del dolore al ginocchio in posizione eretta migliorava del 100% nel gruppo che seguiva la dieta mediterranea e la rigidità mattutina diminuiva dell’81% (dopo 12 settimane). Concludendo che le componenti dietetiche della dieta mediterranea sono efficaci nella modulazione del dolore dell’osteoartrosi del ginocchio.

 

Latte: sette caratteristiche e due ricette

Milkshake con latte di capra.

 

Utili estratti da report scientifici redatti dalle biologhe e nutrizioniste Carla Favaro e Antonella Losa, sul valore nutrizionale di latte ovino e yogurt bianchi, sono alla base della carta d’identità del latte stilata dalla Cooperativa Assegnatari Associati Arborea, specializzata nella raccolta e trasformazione di latte vaccino e caprino, terzo player nazionale nel latte UHT e presente nel mercato dei prodotti di capra con il brand Girau.
Partiamo dalle linee guida italiane per una sana alimentazione: sono 3 le porzioni di latte da assumere ogni giorno. Il latte vaccino apporta un elevato contenuto di calcio in forma facilmente assorbibile, oltre a proteine di elevata qualità, vitamine (in particolare B2, B12 e A), minerali (il fosforo per esempio), zuccheri (soprattutto lattosio) e grassi.
Ma non esiste solo il vaccino, vi sono anche il latte di bufala, capra, pecora e cammella, quest’ultimo alla base dell’alimentazione delle tribù nomadi del deserto. Quello di capra, prodotto soprattutto in Sardegna (il 57,9% della produzione nazionale, secondo l’Istat nel 2023), è oggi apprezzato per le sue proprietà nutritive, per la digeribilità e la presenza di acidi grassi a catena corta, che inibiscono il consumo del colesterolo.
Guardando alla storia di questo prezioso alimento, gli ovini, insieme alle capre, furono i primi animali addomesticati dall’uomo; l’allevamento come attività nasce oltre 10.000 anni fa nell’attuale territorio tra Iraq, Iran e Siria, per diffondersi poi nell’area del Mediterraneo. È qui che, viste le temperature elevate e la mancata possibilità di refrigerazione, il latte veniva conservato e consumato sotto forma di yogurt e formaggio. Il latte di pecora, grazie al suo maggiore contenuto di materia secca (proteine, minerali e grassi), era il più indicato alla trasformazione in formaggio.
Oggi il latte UHT è tra i più acquistati perché può conservare le sue caratteristiche nutrizionali per circa 3 mesi. É la versione proteica a far registrare un vero trend nell’ultimo periodo: secondo alcuni dati rilevati da GFK per Arborea nel 2023, in Italia circa 10 milioni di persone, il 20% della popolazione di età superiore ai 14 anni, lo hanno scelto, in linea con l’evoluzione dei consumi verso un stile di vita sano. Arborea ha studiato, in particolare, un latte ad alto contenuto proteico ottenuto grazie alla concentrazione delle proteine del latte, sottoposto a ultrafiltrazione e quindi completamente naturale.

 

Pani indorau.

Due ricette veloci per gustare il latte

Il pani indorau è una ricetta per recuperare il pane raffermo e ha le sue origini in Sardegna. In una ciotola, lavorare le uova con il sale; in un’altra versare del latte e bagnarvi il pane raffermo a fette, imbevendole da entrambi i lati, per poi fare lo stesso passaggio nell’uovo. Farle saltare nell’olio d’oliva caldo, finché non saranno dorate, o indorau. La versione dolce prevede lo zucchero al posto del sale.
Per realizzare un milkshake con latte di capra, versare il liquido in un frullatore con qualche cubetto di ghiaccio e del gelato, quindi frullare finché il composto non sarà soffice. Lo si può anche personalizzare con l’aggiunta a piacere di miele o caramello, frullare di nuovo e completare con un topping.

www.arborea1956.com

Il collutorio al matcha riduce i batteri nocivi della bocca

 

La parodontite è una forma di malattia gengivale che colpisce circa il 90% degli adulti in tutto il mondo; associata ad altre condizioni infiammatorie croniche, può arrivare a colpire l’osso mascellare. La prevenzione, con una buona igiene orale innanzitutto, assume un ruolo cruciale ancor prima della cura. Per questo motivo, fa notizia lo studio di un gruppo di ricercatori giapponesi, che dimostrano come un collutorio contenente estratto di matcha riduca significativamente la quantità di Porphyromonas gingivalis, un batterio che provoca sacche nelle gengive attorno alla base dei denti. I risultati dello studio appaiono sulla rivista Bacteriology. L’azione dell’estratto è stata documentata sia in vivo che in vitro, poiché influenza l’involucro cellulare batterico, cruciale alla sua sopravvivenza.
Già in precedenza, la ricerca scientifica aveva portato all’attenzione gli effetti antibatterici di foglie di curry e finocchio. Da qui l’idea di testare l’effetto inibitorio di un estratto di matcha su ben 16 diversi tipi di batteri comunemente presenti nella bocca, fornendo in ultimo una prova empirica per P. gingivalis, Prevotella nigrescens e Fusobacterium nucleatum.
Con un mese di utilizzo del collutorio, le dimensioni delle tasche nelle gengive dei partecipanti si riducevano, sebbene non in maniera significativa. Gli esperti si dicono entusiasti di questi nuovi dati, utili al trattamento di paradentite potenziale o diagnosticata, sebbene non sia ancora ben chiaro il meccanismo che potrebbe essere alla base dei risultati.

www.medicalnewstoday.com

Ancora dubbi sui prodotti di IV gamma?

 

Sebbene siano scelti da molti per comodità e praticità d’uso (acquistati dal 93% degli italiani, secondo una ricerca BVA-Doxa), sappiamo ancora poco sulla composizione nutrizionale e sulle modalità di utilizzo dei prodotti ortofrutticoli di IV gamma. Capita, dunque, di imbattersi in rete periodicamente in dibattiti sulla loro convenienza, in termini economici, di salubrità e sostenibilità. Cosa aggiungono nelle insalate in busta già pronte al consumo per conservarle? È sempre meglio lavarle prima di servirle in tavola? Nei processi di lavorazione le verdure perdono nutrienti?
Il Gruppo IV Gamma di Unione Italiana Food fa chiarezza e sul sito www.frescheepronte.it pubblica un decalogo, utile a promuovere un’alimentazione sana, in linea con le esigenze di una vita moderna.
Che siano verdure, zuppe o frutta, tutti i prodotti di IV Gamma rispettano dieci verità. Sono freschi garantiti, di stagione, senza conservanti e sicuri dal punto di vista igienico-sanitario. Non bisogna lavarli, offrono dunque un risparmio di tempo e riducono gli sprechi. Il mercato offre diversi formati per una proposta varia e nutriente.

Reflusso gastroesofageo: i consigli dell’esperto

 

Esiste in calendario una Giornata Mondiale della Salute Digestiva, oggi, per sottolineare l’importanza di una corretta funzione digestiva per il benessere fisico e mentale.
a malattia da reflusso gastroesofageo (GERD) colpisce circa il 20% della popolazione nei Paesi occidentali, inclusa l’Italia. È quanto emerge dal recente Symposium della Medicina dei Sistemi, tenutosi presso l’Università degli Studi di Milano e promosso da Guna, azienda farmaceutica milanese specializzata nella produzione di medicinali a basso dosaggio. Marco Astegiano, gastroenterologo di Torino, ha illustrato le terapie attualmente disponibili per la GERD, presentando gli inibitori di pompa protonica (PPIs), spesso utilizzati in quantità e durata che va oltre la terapia prescritta, con conseguente aumento dei rischi associati al loro utilizzo.
Dopo quattro settimane di trattamento, è possibile adottare una strategia di deprescrizione, affiancata da misure adeguate per prevenire o ridurre l’effetto rebound, accompagnata dalla valutazione ed elaborazione di un piano personalizzato sulle specifiche necessità del paziente. Tra le varie opzioni, vi è la combinazione della deprescrizione del PPI con l’overlapping di altri prodotti.
“Per procedere con la deprescrizione dei PPIs è fondamentale iniziare analizzando il rapporto tra benefici e rischi”, spiega Astegiano. “Successivamente si valutano la condizione clinica e le preferenze del paziente. L’ultima fase è il monitoraggio costante. Questo approccio empatico e personalizzato è essenziale per comprendere le necessità e i bisogni dei pazienti a 360 gradi, per migliorare il loro benessere e la loro qualità di vita sociale, poiché spesso i sintomi sono invalidanti e continuativi”. “È importante identificare questa patologia all’interno della complessità dell’organismo del paziente e delle sue interrelazioni con l’ambiente e con il network sociale”, gli fa eco Alessandro Pizzoccaro, presidente e fondatore di Guna.
Gestione farmacologica a parte, l’esperto dispensa alcuni accorgimenti che possono contribuire significativamente al miglioramento della qualità della vita dei pazienti affetti da GERD. Meglio perdere peso se si è in sovrappeso, è bene evitare i pasti nelle 2-3 ore prima di andare a letto, eliminare il consumo di tabacco, limitare i cibi trigger e sollevare la testiera del letto per ridurre i sintomi notturni. I PPIs vanno assunti lontano dai pasti.

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