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Composti bioattivi ad alto valore dagli scarti del cacao

Si è visto che i residui della filiera del cacao sono ricchi di molecole bioattive come le metilxantine e flavonoidi, che possono apportare benefici alla salute umana.


Le fave costituiscono meno di un terzo (16-21%) del peso del frutto del cacao, mentre i rimanenti due terzi tra guscio esterno, placenta e mucillagine costituiscono sottoprodotti di scarto.
Per ogni tonnellata di fave secche si generano circa 10 t di sottoprodotti che devono essere smaltiti. Generalmente sono usati come fertilizzanti organici nelle fattorie, ma si teme il rischio che un loro accumulo indiscriminato possa provocare inquinamento all’ambiente e proliferazione di parassiti e malattie. La nuova sfida è sfruttare i sottoprodotti per ottenere composti di alto valore nutrizionale ed economico. Si è visto che i residui della filiera del cacao sono ricchi di molecole bioattive come le metilxantine e flavonoidi, che possono apportare benefici alla salute umana.
Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Foods ha rilevato questi composti di sottoprodotti (bucce di fave, mucillagini, placenta e scorze di cabosse) di due varietà di cacao coltivate in Ecuador: CCN-51 (Collection of Castro Naranjal) e Nacional X Trinitario (Fine Aroma), la prima ad alta produttività ma bassa qualità, e la seconda più pregiata e richiesta. I ricercatori hanno anche misurato l’attività antiossidante, dimostrandone la correlazione positiva con i composti bioattivi contenuti.

R.C.
(Rif.: Llerena W. et al., Profile of Bioactive Components of Cocoa (Theobroma cacao L.) By-Products from Ecuador and Evaluation of Their Antioxidant Activity, Foods 2023, 12, 2583)
Crediti foto: Aude – Own work, CC BY-SA 3.0

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