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Con l’arrivo della primavera mangiamo cibi di tutti i colori

È questo il suggerimento degli esperti e quando non riusciamo a consumare le dosi raccomandate di vegetali è utile scegliere i prodotti plant based

 

Come spesso accade, sono i numeri a parlare. In questo caso, quelli del Sistema di Sorveglianza Passi dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e della recente ricerca condotta in Italia sui prodotti plant based da BVA-Doxa per Unione Italiana Food.
Solo il 7% degli italiani consuma 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, quanto consigliato dall’OMS, il 52% solo 1-2 porzioni, il 38% circa 3-4 e il 3% non ne consuma affatto. Di contro, emerge che 4 consumatori su 5 acquistano cibi a base vegetale perché li ritengono sani; per 7 su 10 anche il gusto è un fattore determinante nella scelta. Nonostante ci sia una buona disponibilità di frutta e verdura di qualità e a prezzi accessibili nel sud Italia, il consumo è quasi sempre inferiore nelle regioni del centro-sud rispetto a quelle del nord, a eccezione della Sardegna; le regioni sopra la media nazionale sono Liguria, Piemonte, Veneto, la provincia di Trento e la Basilicata. Maglia nera Calabria e Campania, ma anche Puglia e Molise.
Gli esperti possono affermare che ortaggi, legumi, cereali e derivati integrali, frutta fresca, frutta a guscio, semi oleosi e oli vegetali hanno effetti benefici provati per la salute. Da qui l’importanza di sensibilizzare i consumatori sui vantaggi di un’alimentazione più ricca di alimenti vegetali e di prodotti plant based, per facilitare l’apporto dei nutrienti indispensabili.
Si stima che con 600 g di frutta e verdura al giorno si eviterebbero oltre 135.000 decessi, 1/3 delle malattie coronariche e l’11% degli ictus (fonte: Sorveglianza Passi ISS). “Diversi studi hanno dimostrato che, se la popolazione italiana mangiasse mediamente 5 porzioni al giorno (tre di verdura e due di frutta, o viceversa), il numero dei tumori diminuirebbe considerevolmente, così come calerebbero anche i problemi di obesità, diabete e malattie cardiocircolatorie”, spiega il tecnologo alimentare Giorgio Donegani che, con la biologa nutrizionista ricercatrice presso l’Istituto Europeo di Oncologia-IEO di Milano Lucilla Titta, consiglia di assumere un’abbondante quota di alimenti vegetali, scegliendo prodotti freschi ma anche i prodotti a base vegetale, caratterizzati da un basso contenuto di grassi (specie quelli saturi) e, in alcuni casi, da un buon contenuto di grassi insaturi e fibra (bevande, burger, prodotti al cucchiaio con fermenti lattici, gelati, dessert, salse).

Una dieta a colori

Donegani spiega: “Al diverso colore di frutti e ortaggi si associa la presenza di differenti fattori protettivi. Il rosso dei pomodori, ad esempio, è legato al loro contenuto di licopene: un pigmento dal forte potere antiossidante, capace di ridurre il rischio di alcuni tipi di tumore; l’arancio delle carote, del melone e delle albicocche è dovuto alla presenza di betacarotene, che l’organismo trasforma in vitamina A”. Il verde degli ortaggi denota un elevato contenuto in vitamina C e magnesio; il blu/viola di mirtilli, uva e prugne è determinato dalla presenza di antociani, che rinforzano e rendono più elastiche le pareti dei capillari. Il giallo di mais dolce ed alcune zucchine indica la presenza di luteina e zeaxantina, che proteggono gli occhi da alcune malattie degenerative; il consumo di aglio e cavolfiore, e quindi del bianco, previene diverse forme tumorali.

 

www.prodottiabasevegetale.it

 

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