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Intestino permeabile e patologie della pelle

Stress e infiammazione intestinale possono compromettere l’integrità epidermica. Lo speciale di Alimenti Funzionali

 

Numerosi studi hanno dimostrato quanto l’alimentazione e alcune malattie della pelle siano interconnessi. Acne, rosacea, psoriasi, dermatite atopica sono patologie multifattoriali per le quali non è stata identificata un’unica causa scatenante, ma la letteratura scientifica ha evidenziato un disequilibrio della microflora intestinale. Già negli anni ’30 i dermatologi Stokes e Pillsbury ipotizzarono l’esistenza di una sorta di asse tra cervello, intestino e pelle, e che ci potesse essere un meccanismo gastrointestinale alla base di disturbi emotivi come ansia, stress e depressione e condizioni infiammatorie della pelle. Stress e infiammazione intestinale possono quindi compromettere l’integrità
epidermica.

Cosa hanno in comune l‘intestino e la pelle?

Sebbene siano formati da cellule diverse, hanno entrambi il ruolo di barriera nei confronti dell’ambiente esterno; inoltre sono organi molto estesi, i più lunghi del nostro organismo, colonizzati da miliardi di microrganismi: Actinobacteria Firmicutes, Bacteroidetes e Proteobacteria. Sebbene in proporzioni diverse, questi si trovano sulle mucose interne del tratto gastrointestinale, della cavità orale e della pelle. L’intestino è in costante comunicazione con la la disbiosi intestinale modula il sistema immunitario, creando uno stato d’infiammazione che favorisce l’insorgenza di patologie cutanee e causa la perdita di integrità dell’epitelio intestinale, che diventa così più permeabile con il passaggio di sostanze nocive tramite il circolo sanguigno dall’intestino alla cute. Ad esempio, molti pazienti con rosacea hanno una più alta prevalenza di SIBO, ovvero una crescita eccessiva di batteri nel piccolo intestino.
I microrganismi intestinali rispondono a una condizione di stress tramite la produzione di neurotrasmettitori che possono raggiungere la cute aumentando l’infiammazione sistemica. La crescente consapevolezza che l’integrità funzionale e i batteri del tratto intestinale possano svolgere un ruolo di mediazione sia nell’infiammazione cutanea che nel comportamento emotivo ha fatto nascere la dermobiotica, una nuova disciplina che indaga sui rapporti tra pelle e microbiota intestinale. I probiotici svolgono quindi un ruolo fondamentale nella regolazione dell’omeostasi della pelle.
Anche il sovrappeso è un importante fattore di rischio per lo sviluppo di malattie cutanee. Alcuni studi hanno dimostrato che un calo importante del peso mediante una riduzione dell’introito calorico e un aumento dell’attività fisica siano efficaci nel ridurre la gravità di queste malattie. L’aumento dei livelli d’insulina va a influenzare il metabolismo degli androgeni, ormoni che costituiscono il più importante fattore di regolazione di peli e cute (nel caso dell’acne stimolano le ghiandole sebacee e la iper-produzione di sebo). In popolazioni poco civilizzate è stata riscontrata un’incidenza dell’acne e di altre patologie della pelle molto più bassa. La dieta povera di grassi e di zuccheri, seguita da queste popolazioni, sembra essere alla base di una migliore salute della pelle. In un recente studio è stato sottoposto un questionario per rilevare le abitudini dietetiche di 25.000 soggetti, ed è emerso che questa patologia colpisce maggiormente chi consuma più bevande zuccherate, cioccolato e snack.
Risulta quindi evidente l’importanza della valutazione del microbiota intestinale nell’analisi dello stato di salute della pelle. L’abuso di alimenti industriali e di antibiotici e uno stile di vita scorretto sono alcuni dei fattori predisponenti e responsabili delle alterazioni del microbiota che portano a disbiosi, infiammazione sistemica e stress ossidativo.

È possibile migliorare la sintomatologia delle malattie dermatologiche con l’alimentazione?
Approfondisci l’argomento, leggi l’articolo di Annalisa Taccari ed Elena Chiarello, apparso a pagina 40 di Alimenti Funzionali, 46.

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“Il consumo di alimenti industriali, l’abuso di antibiotici e uno stile di vita scorretto sono alcuni dei fattori predisponenti e responsabili delle alterazioni del microbiota che portano a disbiosi, infiammazione sistemica e stress ossidativo”

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