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Latte: sette caratteristiche e due ricette

Dalle proprietà nutrizionali di quello di capra alla lunga conservazione, dalle alternative proteiche naturali alle ricette per gustarlo. Arborea stila un profilo del latte, definito anche l’oro bianco.

Milkshake con latte di capra.

 

Utili estratti da report scientifici redatti dalle biologhe e nutrizioniste Carla Favaro e Antonella Losa, sul valore nutrizionale di latte ovino e yogurt bianchi, sono alla base della carta d’identità del latte stilata dalla Cooperativa Assegnatari Associati Arborea, specializzata nella raccolta e trasformazione di latte vaccino e caprino, terzo player nazionale nel latte UHT e presente nel mercato dei prodotti di capra con il brand Girau.
Partiamo dalle linee guida italiane per una sana alimentazione: sono 3 le porzioni di latte da assumere ogni giorno. Il latte vaccino apporta un elevato contenuto di calcio in forma facilmente assorbibile, oltre a proteine di elevata qualità, vitamine (in particolare B2, B12 e A), minerali (il fosforo per esempio), zuccheri (soprattutto lattosio) e grassi.
Ma non esiste solo il vaccino, vi sono anche il latte di bufala, capra, pecora e cammella, quest’ultimo alla base dell’alimentazione delle tribù nomadi del deserto. Quello di capra, prodotto soprattutto in Sardegna (il 57,9% della produzione nazionale, secondo l’Istat nel 2023), è oggi apprezzato per le sue proprietà nutritive, per la digeribilità e la presenza di acidi grassi a catena corta, che inibiscono il consumo del colesterolo.
Guardando alla storia di questo prezioso alimento, gli ovini, insieme alle capre, furono i primi animali addomesticati dall’uomo; l’allevamento come attività nasce oltre 10.000 anni fa nell’attuale territorio tra Iraq, Iran e Siria, per diffondersi poi nell’area del Mediterraneo. È qui che, viste le temperature elevate e la mancata possibilità di refrigerazione, il latte veniva conservato e consumato sotto forma di yogurt e formaggio. Il latte di pecora, grazie al suo maggiore contenuto di materia secca (proteine, minerali e grassi), era il più indicato alla trasformazione in formaggio.
Oggi il latte UHT è tra i più acquistati perché può conservare le sue caratteristiche nutrizionali per circa 3 mesi. É la versione proteica a far registrare un vero trend nell’ultimo periodo: secondo alcuni dati rilevati da GFK per Arborea nel 2023, in Italia circa 10 milioni di persone, il 20% della popolazione di età superiore ai 14 anni, lo hanno scelto, in linea con l’evoluzione dei consumi verso un stile di vita sano. Arborea ha studiato, in particolare, un latte ad alto contenuto proteico ottenuto grazie alla concentrazione delle proteine del latte, sottoposto a ultrafiltrazione e quindi completamente naturale.

 

Pani indorau.

Due ricette veloci per gustare il latte

Il pani indorau è una ricetta per recuperare il pane raffermo e ha le sue origini in Sardegna. In una ciotola, lavorare le uova con il sale; in un’altra versare del latte e bagnarvi il pane raffermo a fette, imbevendole da entrambi i lati, per poi fare lo stesso passaggio nell’uovo. Farle saltare nell’olio d’oliva caldo, finché non saranno dorate, o indorau. La versione dolce prevede lo zucchero al posto del sale.
Per realizzare un milkshake con latte di capra, versare il liquido in un frullatore con qualche cubetto di ghiaccio e del gelato, quindi frullare finché il composto non sarà soffice. Lo si può anche personalizzare con l’aggiunta a piacere di miele o caramello, frullare di nuovo e completare con un topping.

www.arborea1956.com

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