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Lo stress causa una cattiva dieta alimentare

 

 

“L’alimentazione è centrale per la salute”, così commenta Michele Quaglia, direttore commerciale e brand del Gruppo Reale, la divulgazione dei risultati dell’ultima ricerca dell’Osservatorio Reale Mutua, condotta in collaborazione con Slow Food.
L’intento è promuovere una cultura dell’alimentazione, perché i dati parlano chiaro: di fronte allo stress, otto italiani su dieci non riescono a fare attente scelte alimentari e ne subiscono gli effetti. I più si danno a “pasticci” di ogni genere (33%), il 27% aumenta la quantità di cibo ingerito, il 21% reagisce con una perdita d’appetito, mentre un 3% assume alcolici. Questi comportamenti incidono sullo stato generale di benessere, provocando gonfiore, bruciore o acidità ed anche senso di nausea e pesantezza.
L’indagine condotta dall’istituto di ricerca Nextplora evidenzia altresì che in realtà riconosciamo l’importanza di un’alimentazione attenta quale forma di prevenzione contro sovrappeso, malattie cardiovascolari, diabete e ritenzione idrica: il cibo è un modo di restare in forma e proviamo a preferire la qualità nutrizionale anche fuori casa. La maggior parte di noi indica nel pranzo il pasto principale della giornata, seguito dalla cena e dalla prima colazione (14%).
Nel corso di Terra Madre Salone del Gusto, Reale Mutua e Slow Food hanno presentato un white paper dal titolo “Il nostro cibo è la nostra salute. Solo con la biodiversità si nutre il pianeta”. In termini salute, si legge della cosiddetta transizione nutrizionale, un cambiamento che riguarda dieta e stile di vita, causato dai prezzi degli alimenti, dalla rapida industrializzazione, da nuove e più efficaci infrastrutture di commercializzazione e distribuzione, da un maggiore accesso a fornitori stranieri e all’importazione e dalla globalizzazione dei modelli di consumo alimentare. E giungiamo così alla ‘dieta occidentale’, ovvero un maggiore consumo di cereali raffinati, alimenti di origine animale, dolcificanti calorici, alimenti ultra-processati ricchi di grassi saturi, cibi confezionati precotti e pronti al consumo. Questi cibi creano problemi di sicurezza alimentare, nella misura in cui fatichiamo a permetterci diete conformi ai nostri bisogni e alla nostra cultura.

 

Raccomandazioni sul consumo di sale e zucchero

L’OMS raccomanda di non consumare più di 2 g di sodio al giorno; un eccessivo consumo di sodio, specialmente se unito a carenze di potassio, contribuisce a elevare la pressione arteriosa e aggravare il rischio di incorrere in disturbi cardiovascolari e ictus.
Per gli zuccheri, si raccomanda ad adulti e bambini di limitare l’apporto quotidiano di zuccheri liberi a meno del 10% dell’apporto calorico totale. Un’ulteriore riduzione a meno del 5% fornirebbe ulteriori benefici per la salute.
Oltre al sale e al saccarosio (lo zucchero da tavola), vanno presi in considerazione anche additivi alimentari, zuccheri come fruttosio, sciroppo di mais ad alto contenuto di fruttosio, succhi di frutta concentrati, zucchero invertito, maltodestrina e oli modificati, impiegati nella produzione di alimenti ultra-processati.

 

www.realegroup.eu

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