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Meno sale con la dieta mediterranea

Per l’OMS, con la riduzione del consumo di sale a meno di 5 g al giorno si potrebbero prevenire oltre 2 milioni e mezzo di morti premature. SINU sottolinea il valore della dieta mediterranea e dispensa 9 consigli

 

Per l’OMS, con la riduzione del consumo di sale a meno di 5 g al giorno si potrebbero prevenire oltre 2 milioni e mezzo di morti premature. Insieme con WASSH World Action on Salt, Sugar and Health, la Società Italiana di Nutrizione Umana sottolinea il valore della dieta mediterranea, consigliando di scegliere pane meno salato, preferire gli alimenti freschi e insaporire le ricette con aromi e spezie.
L’eccesso di sale nella dieta inizia spesso già dallo svezzamento, inducendo un progressivo aumento della pressione arteriosa già dai primi anni di vita con un conseguente sviluppo di ipertensione in età adulta. Studi evidenziano anche una correlazione tra l’abuso di sale e lesioni vascolari precoci predisponenti all’infarto cardiaco e all’ictus cerebrale.
In particolare, gli studi componenti il programma MINISAL evidenziano l’associazione tra abuso di sale, obesità e aumento dei valori pressori, dovuta al fatto che un’alimentazione ricca di sale dipende in buona parte dal consumo di prodotti trasformati ricchi di sale aggiunto e ipercalorici che, stimolando il senso della sete, inducono, specialmente gli adolescenti, al consumo di bevande zuccherate, a loro volta ipercaloriche.
Ricerche epidemiologiche condotte in circa 200 Paesi in tutti i continenti imputano all’abuso di sale il ruolo di responsabile di morti premature e disabilità correlata allo sviluppo di malattie croniche non trasmissibili. A livello globale, sarebbe possibile prevenire oltre due milioni e mezzo di morti premature, attraverso la riduzione del consumo di sale a meno di 5 g al giorno, tra quello già presente negli alimenti e quello aggiunto, secondo le indicazioni dell’OMS.
La principale fonte di assunzione del sodio nella dieta italiana è data dal sale, aggiunto nei prodotti trasformati di tipo artigianale, industriale o della ristorazione collettiva e poi da quello aggiunto in cucina e a tavola. Pane, pizza e altri prodotti da forno rappresentano una delle fonti più rilevanti di sodio aggiunto nei prodotti trasformati; elevate quote derivano anche da carne, uova, pesce, latte e derivati. Il contenuto di sale in frutta, verdura e ortaggi freschi è, invece, molto basso.

Una dieta ricca di frutta, verdura e legumi freschi, su cui si basa il modello della dieta Mediterranea, implica un minor consumo complessivo di sale, a patto di evitare il consumo frequente di formaggi stagionati e di insaccati, così come di carne, pesce e altri alimenti in scatola contenenti sale aggiunto”, spiega Strazzullo, coordinatore del Gruppo di Lavoro Meno Sale Più Salute della SINU. “È molto importante consumare pane povero di sale, facendo attenzione a quanto riportato sull’etichetta, non aggiungere sale a tavola e contenerne al massimo l’uso in cucina, preferendo in ogni caso il sale iodato”.
A livello nazionale e internazionale, è necessario che i produttori di alimenti trasformati riducano il contenuto di sodio dei loro prodotti, seguendo le indicazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, e indichino in etichetta se il prodotto è a più basso o più alto contenuto di sodio.
Sono nove i consigli pratici di SINU per la riduzione del consumo di sale negli adulti e nei bambini.
È bene capire il proprio consumo abituale di sale (anche attraverso la misura dell’escrezione di sodio in una raccolta delle urine delle 24 ore) e quantificare la differenza tra il proprio livello di assunzione e quello raccomandato (<5g al giorno complessivamente). Consigliano di valutare quanta parte del proprio consumo di sale è dovuta al sale aggiunto in cucina e a tavola e quanta dipende, invece, dal contenuto di sale dei prodotti che acquistiamo o che consumiamo fuori casa. Si può ridurre con impegno sia il sale di uso domestico, sia quello nei prodotti acquistati o consumati fuori casa, leggendo l’etichetta al momento dell’acquisto e raccomandandosi di aggiungere poco sale a ristorante.
Meglio non aggiungere sale negli alimenti dei bambini e limitarne al massimo l’uso per tutta la famiglia; limitare l’uso di condimenti come dado da brodo, ketchup, salsa di soia, senape, ed insaporire i cibi con erbe aromatiche e spezie, oppure esaltando il sapore con succo di limone e aceto. Solo eccezionalmente dovremmo consumare alimenti trasformati ricchi di sale, e bere acqua durante un’attività sportiva moderata.

www.sinu.it
www.awarenessdays.com
www.salute.gov.it

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