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Mercoledì, 12 Agosto 2020 06:32

Alimentazione a prova di caldo. Le ricette last minute per un agosto senza fornelli

 

Ecco le ricette senza fornelli, dal gourmet all’informale, da proporre alla famiglia o da sfoggiare ad una tavolata di amici, perfette anche da portare sotto l’ombrellone, con qualche curiosità legata alle origini di ogni piatto. Ad esempio, sapevate che la Panzanella era già presente nel XIV secolo nelle citazione del Boccaccio? E che la Caprese si chiama così grazie al futurista Tommaso Marinetti? E l'avreste mai detto che la Bresaola della Valtellina era già nota ai tempi in cui Leonardo Da Vinci dipingeva la Gioconda?

 

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Panzanella

Ingredienti semplici e poveri rendono questo piatto uno dei capisaldi della tradizione culinaria popolare nostrana. Tipica dell’Italia Centrale, la panzanella nasce dal recupero del pane raffermo. Una versione simile, il così detto “pan lavato”, sembra essere già presente nelle citazioni del Boccaccio nel XIV secolo. Esistono varie versioni sull’origine: alcuni la legano all'abitudine dei contadini a bagnare il pane secco, per poi condirlo con le verdure disponibili nell’orto. Altri, invece, pensano sia nata grazie ai marinai che bagnavano il pane raffermo con acqua di mare. Anche sulla radice del nome non si hanno fonti certe e, se da un lato pare che il nome derivi dai termini “pane” e “zanella”, ovvero zuppiera, dall’altro lato è forse il termine “panzana” (che originariamente significava “pappa”), ad aver dato vita al nome del piatto.
Le ricette della Panzanella sono moltissime e variano da regione a città. La base classica prevedere l’uso di pane raffermo, cipolla, basilico, cetriolo, pomodoro, olio d’oliva, aceto e sale e, in certi casi, anche tonno e uovo. Nulla toglie però di personalizzarlo con gli ingredienti che più ci piacciono, magari proprio con la bresaola. Ciò che cambia è proprio l'utilizzo del pane raffermo: in Toscana e nel Lazio il pane viene prima lasciato in ammollo e poi strizzato e spezzettato, in Umbria e nelle Marche si preferisce utilizzare le fette di pane intere.

 

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Caprese


Altro cavallo di battaglia dell'estate e i motivi sono semplici: facilità di esecuzione (con due soli ingredienti principali) unita alla freschezza di pomodori e mozzarella. Da completare con olio a crudo e basilico fresco. L’insalata Caprese è un piatto partenopeo che, come suggerisce il nome, ha le sue origini nell'Isola di Capri. Sulla sua storia esistono diversi miti. L'origine più accreditata riporta la nascita al secondo dopoguerra, per opera di un muratore patriottico e al suo panino “tricolore”: basilico, pomodoro e mozzarella farcivano una morbida pagnotta. Tuttavia, esiste una prova storica antecedente, intorno agli anni ‘20, quando il piatto fece la sua comparsa nel menù dell’Hotel Quisisana di Capri. Si dice, infatti, che facesse parte di una cena futurista, organizzata per Filippo Tommaso Marinetti, che più di una volta si era scagliato contro la cucina tradizionale. Inoltre, la caprese fu anche la protagonista, in un pomeriggio assolato del 1951, di un pasto veloce richiesto da Re Farouk, sovrano d’Egitto, in visita proprio a Capri con la famiglia.

 

Cannoli di bresaola e caprino ai frutti croccanti (immagine in anteprima)

Di solito siamo abituati a mangiare la bresaola da sola, con un filo d'olio e qualche goccia di limone, o con scaglie di parmigiano su un letto di rucola, ma con questo gustoso salume light a marchio IGP si possono preparare tante ricette leggere ed estive. Sulle sue origini, le prime testimonianze letterarie risalgono al XV secolo, ai tempi in cui Leonardo Da Vinci dipingeva la Gioconda. Non esiste un’interpretazione univoca sull’origine del nome: una delle interpretazioni etimologiche la farebbe risalire al germanico “brasa”, brace, perché anticamente i locali di stagionatura erano riscaldati da bracieri.  Secondo un’altra ipotesi il termine “brisaola” è associato al dialettismo locale “brisa”, una ghiandola presente nei bovini. Dal 1998 la Bresaola della Valtellina è certificata Igp e, da allora, il marchio è utilizzato esclusivamente dai produttori locali della zona tipica, l'intera provincia di Sondrio, con i suoi territori della Valtellina e della Valchiavenna. Di colore rosso vivo e uniforme, e dall'aroma piacevolmente speziato, per degustarla al meglio è consigliato servirla a fette dello spessore di 1-1,5 mm. L'idea in più per l'estate? I cannoli di bresaola e caprino ai frutti croccanti. Basterà avere in dispensa Bresaola della Valtellina IGP, formaggio caprino, pere, mandorle, erba cipollina: preparare un ripieno con caprino a pezzetti, mandorle grattugiate e la pera a listarelle. Riempire la fetta di bresaola e legarla con erba cipollina. Per altre opzioni fresche e crude consultare il sito www.bresaolainedita.it