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La revisione delle direttive “colazione”

 

Il 21 aprile 2023 la Commissione Europea ha presentato una proposta di modifica di alcune delle c.d. direttive “colazione”, un insieme di sette atti normativi che stabiliscono regole comuni sulla composizione, la denominazione commerciale, l’etichettatura e la presentazione di alcuni prodotti alimentari, al fine di proteggere gli interessi dei consumatori e garantire la libera circolazione di tali merci nel mercato interno. I prodotti oggetto di queste regole comuni possono essere messi in commercio con le denominazioni di vendita ivi stabilite unicamente se rispettano i requisiti richiesti, il che assume un particolare rilievo se si nota l’ampia diffusione e l’interesse dei consumatori. Infatti, vista la profonda evoluzione del mercato dei prodotti alimentari a cui abbiamo assistito negli ultimi anni, spinta dall’innovazione e dal mutare delle richieste dei consumatori — sempre più consapevoli e interessati ad operare scelte informate, più sane e sostenibili — la Commissione ha ritenuto opportuno procedere ad una revisione di alcune regole delle direttive “colazione”, al fine di non ostacolare con regole obsolete l’innovazione e di soddisfare pienamente le aspettative degli acquirenti.
In particolare, le norme interessate dalla revisione sono quattro direttive autonome che disciplinano determinate categorie di alimenti: la 110/2001 sul miele, la 112/2001 concernente i succhi di frutta e altri prodotti analoghi; la 113/2001 relativa alle confetture, gelatine e marmellate di frutta e alla crema di marroni e la 114/2001 su alcuni tipi di latte conservato parzialmente o totalmente disidratato.
I principali cambiamenti presentati dalla Commissione sono volti a fornire una maggiore trasparenza in etichetta, riportando chiare indicazioni circa l’origine dei prodotti, maggiore completezza sul contenuto degli zuccheri che contengono e nuove iniziative nella lotta alla contraffazione. Il 12 dicembre 2023, a seguito del parere del comitato economico e sociale europeo e della relazione approvata dalla commissione per l’ambiente, la sanità pubblica e la sicurezza alimentare, il Parlamento ha adottato la sua posizione sulla proposta di revisione presentata dalla Commissione.

Tratto dall’articolo di diritto alimentare pubblicato su “Alimenti Funzionali” n. 49
a cura di Giorgia Andreis e Laura Olivero
Studio avv. Andreis e ass., To-Mi

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Tutti i salmoni dell’Alaska sono selvaggi

 


Il concetto di sostenibilità implica l’attenzione alla salvaguardia dell’ecosistema naturale ma anche la produzione di cibo è un aspetto ad esso correlato. Se eccessiva provoca perdite economiche, con ripercussioni anche sul fronte delle emissioni di gas serra.
Il caso dell’Alaska, un Paese in cui la pesca è la più grande forma di sostentamento sia per gli abitanti che per lo Stato, offre un esempio virtuoso. La Costituzione vieta l’allevamento di salmoni; una legge del 1959 ratifica che è possibile prevenire l’eccesso del pescato e i conseguenti danni all’ecosistema, e sono diverse le certificazioni previste per la tracciabilità del prodotto.
Nessun spreco. Il pescato viene utilizzato in ogni sua parte: le lische vengono convertite in alimenti per animali domestici e in fertilizzanti per rimuovere i rifiuti radioattivi dal suolo; stomaco, milza e uova rappresentano prelibatezze gastronomiche; l’olio è utile contro i trigliceridi.
Acquistare pesce sostenibile, come quello dell’Alaska, significa non solo rispettare gli ecosistemi ma anche portare in tavola un cibo sano e naturale. È una preziosa fonte di acidi grassi Omega 3, in particolare DHA ed EPA: entrambi possono ridurre il rischio di infarto, il DHA è addirittura in grado di influenzare positivamente lo sviluppo neuro-cognitivo.

www.alakaseafood.it
www.alaskaseafood.org

Le bacche di olivello spinoso apportano benefici contro diabete e obesità

Immagine pxhere.com

 

L’olivello spinoso si unisce a un elenco crescente di nutraceutici, il cui valore medicinale è confermato dalla scienza moderna. Un nuovo studio della Memorial University di Terranova, in Canada, identifica nell’arbusto costiero un potente antiossidante. Le bacche sembrerebbero vantare caratteristiche nutrizionali benefiche per diabete e obesità; i risultati sono stati pubblicati nel Journal of the Science of Food and Agriculture.
Già note in Asia e utilizzate per il trattamento dell’artrite e di altre condizioni infiammatorie in Europa, queste bacche contengono potenti antiossidanti che inibiscono o prevengono i danni causati alle cellule del corpo dai radicali liberi; l’olio della pianta è fonte di acidi grassi omega-3 e omega-6, polifenoli e vitamine E, B e A.
Gli esperti citano vitamine C ed E, nonché flavonoidi, carotenoidi e composti fenolici e fibre alimentari, quali responsabili dei potenziali effetti sulle cellule del diabete: riducono il danno ossidativo e l’infiammazione, migliorano potenzialmente la sensibilità all’insulina e il metabolismo del glucosio. Allo stesso modo, la combinazione di antiossidanti e fibre alimentari mitigano lo stress ossidativo e l’infiammazione, supportando la salute metabolica e aiutando negli sforzi di gestione del peso.
Nella lista dei comuni nutraceutici a base vegetale figurano anche curcuma, zenzero, tè verde, mirtilli, semi di chia e di lino. Ai loro composti bioattivi si attribuiscono proprietà antiossidanti ed effetti antinfiammatori; i polifenoli migliorano la salute vascolare e riducono il rischio di malattie cardiovascolari. Ve ne sono anche di più moderni dalla riconosciuta la funzione antiossidante. Il resveratrolo, presente nell’uva nera, in alcuni frutti di bosco e nelle arachidi, riduce l’infiammazione, migliora il flusso sanguigno e protegge dai danni ossidativi ai vasi sanguigni; l’axantina, un pigmento carotenoide abbondante in alghe e frutti di mare come salmone e gamberetti, ha anche effetti vasodilatatori; i lignani dei semi di lino e sesamo riducono lo stress ossidativo. Infine, presenti naturalmente in frutta, verdura, noci e semi, steroli e stanoli vegetali riducono i livelli di colesterolo LDL.

 

Il potere benefico delle piante costiere

Anche le foglie giovani di Hibiscus tiliaceus, Syzigium corymbosa, Calophyllum inophyllum e Colubrina asiatica, note come ibisco da spiaggia, mela acquatica, alloro alessandrino e legno serpente asiatico vantano antiossidanti. I ricercatori sostengono che siano le condizioni difficili in cui crescono queste piante, come il terreno ad alto contenuto di sale, l’umidità variabile e lo scarso contenuto di nutrienti, ad aumentare il loro stress ossidativo e di conseguenza la capacità di adattamento ambientale, che porta a livelli più elevati di produzione di antiossidanti.

 

MedicalNewsToday

Con l’arrivo della primavera mangiamo cibi di tutti i colori

 

Come spesso accade, sono i numeri a parlare. In questo caso, quelli del Sistema di Sorveglianza Passi dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) e della recente ricerca condotta in Italia sui prodotti plant based da BVA-Doxa per Unione Italiana Food.
Solo il 7% degli italiani consuma 5 porzioni di frutta e verdura al giorno, quanto consigliato dall’OMS, il 52% solo 1-2 porzioni, il 38% circa 3-4 e il 3% non ne consuma affatto. Di contro, emerge che 4 consumatori su 5 acquistano cibi a base vegetale perché li ritengono sani; per 7 su 10 anche il gusto è un fattore determinante nella scelta. Nonostante ci sia una buona disponibilità di frutta e verdura di qualità e a prezzi accessibili nel sud Italia, il consumo è quasi sempre inferiore nelle regioni del centro-sud rispetto a quelle del nord, a eccezione della Sardegna; le regioni sopra la media nazionale sono Liguria, Piemonte, Veneto, la provincia di Trento e la Basilicata. Maglia nera Calabria e Campania, ma anche Puglia e Molise.
Gli esperti possono affermare che ortaggi, legumi, cereali e derivati integrali, frutta fresca, frutta a guscio, semi oleosi e oli vegetali hanno effetti benefici provati per la salute. Da qui l’importanza di sensibilizzare i consumatori sui vantaggi di un’alimentazione più ricca di alimenti vegetali e di prodotti plant based, per facilitare l’apporto dei nutrienti indispensabili.
Si stima che con 600 g di frutta e verdura al giorno si eviterebbero oltre 135.000 decessi, 1/3 delle malattie coronariche e l’11% degli ictus (fonte: Sorveglianza Passi ISS). “Diversi studi hanno dimostrato che, se la popolazione italiana mangiasse mediamente 5 porzioni al giorno (tre di verdura e due di frutta, o viceversa), il numero dei tumori diminuirebbe considerevolmente, così come calerebbero anche i problemi di obesità, diabete e malattie cardiocircolatorie”, spiega il tecnologo alimentare Giorgio Donegani che, con la biologa nutrizionista ricercatrice presso l’Istituto Europeo di Oncologia-IEO di Milano Lucilla Titta, consiglia di assumere un’abbondante quota di alimenti vegetali, scegliendo prodotti freschi ma anche i prodotti a base vegetale, caratterizzati da un basso contenuto di grassi (specie quelli saturi) e, in alcuni casi, da un buon contenuto di grassi insaturi e fibra (bevande, burger, prodotti al cucchiaio con fermenti lattici, gelati, dessert, salse).

Una dieta a colori

Donegani spiega: “Al diverso colore di frutti e ortaggi si associa la presenza di differenti fattori protettivi. Il rosso dei pomodori, ad esempio, è legato al loro contenuto di licopene: un pigmento dal forte potere antiossidante, capace di ridurre il rischio di alcuni tipi di tumore; l’arancio delle carote, del melone e delle albicocche è dovuto alla presenza di betacarotene, che l’organismo trasforma in vitamina A”. Il verde degli ortaggi denota un elevato contenuto in vitamina C e magnesio; il blu/viola di mirtilli, uva e prugne è determinato dalla presenza di antociani, che rinforzano e rendono più elastiche le pareti dei capillari. Il giallo di mais dolce ed alcune zucchine indica la presenza di luteina e zeaxantina, che proteggono gli occhi da alcune malattie degenerative; il consumo di aglio e cavolfiore, e quindi del bianco, previene diverse forme tumorali.

 

www.prodottiabasevegetale.it

 

Parte una nuova stagione editoriale di “Alimenti Funzionali”

 

In questo numero, facciamo il punto sulla revisione delle direttive ‘colazione’ e lo chef Roberto Carcangiu ci parla di riso, tra cotture e invecchiamento. Sul fronte della sicurezza alimentare, alla luce di alcuni recenti casi italiani di patologie prodotte da Listeria monocytogenes, l’esperto chiarisce che gli alimenti prodotti in Italia sono ottenuti con materie prime di qualità e i processi produttivi sono severamente applicati e controllati.
Dalle parallele alla cucina è un equilibrio non semplice; ce ne parla il nutrizionista dello sport e, sempre per gli sportivi, approfondiamo come “allenare” il tratto gastrointestinale per migliorarne il funzionamento e l’impatto sulle prestazioni sportive.
Presentiamo le novità più interessanti a livello internazionale nel segmento functional, e passiamo in rassegna le ultime ricerche applicate su controllo dell’indice glicemico, prevenzione e miglioramento funzionale, integratori e sistema immunitario, salute cognitiva e nutraceutici.
Di recente il gruppo Eurovo è entrato nel segmento rich in protein con ProUp e la sfida è utilizzare l’albume d’uovo per ottenere prodotti pronti per il consumo; per saperne di più, coinvolgiamo in un’intervista Federico Lionello, direzione commerciale e marketing. Tempeh e cavolo rosso, ricco di proteine il primo e con notevoli proprietà antiossidanti l’altro, sono gli ingredienti della ricetta di Giulia Giunta, abbinati a mele in agrodolce.

IN PRIMO PIANO

– Alimentazione plant-based e celiachia
– Nutrizione e rimedi fitoterapici per la circolazione venosa
– Vitamine e minerali aggiunti negli integratori alimentari e negli alimenti

 

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Salamoia: note tecniche e ricetta dell’esperto

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In un’epoca dove carni e pesci sono per la maggiore frutto di allevamenti, la salatura, la salamoiatura e la marinatura diventano strumenti gastronomici interessanti per aggiungere parti aromatiche, accentuare il sapore naturale, mantenere umidità, avere una struttura alla masticazione più soda. Nel nostro caso ne faremo un mero uso gastronomico, senza altro fine di conservazione.

 

LEGGI L’ARTICOLO COMPLETO DI ROBERTO CARCANGIU SU ALIMENTI FUNZIONALI

 

A proposito della salamoia.
Il termine è usato comunemente per designare una soluzione di cloruro di sodio in acqua a una concentrazione superiore a quella dell’acqua salata, ovvero 3,5-5%. È una tecnica che richiede meno tempo della salagione, e risulta anche meno efficace. Gli alimenti sono immersi nella salamoia e lasciati riposare a +2°C, per un tempo che varia dalle 3 alle 24 ore, a seconda di peso/volume, percentuale di grasso presente, grado di sapidità che si vuole ottenere. Nel caso si usino quantità importanti di salamoia, è possibile, mantenendo stabile la catena del freddo e controllando il peso o con un densimetro, riequilibrando la salamoia stessa, poiché con il processo osmotico diventa sempre più debole. Il sale passa gradualmente dalla salamoia nell’alimento, lasciando quindi una soluzione meno salina, con modifiche sia chimiche che biologiche della salamoia stessa.
Le salamoie si suddividono in:
deboli 10% di sale
medie 18% di sale
forti 25-30% di sale nell’acqua

In tutte è importante la purezza e la qualità dell’acqua utilizzata, è meglio l’acqua minerale. La presenza di composti diversi dal cloruro di sodio può causare diversi difetti: dai sali di magnesio che conferiscono sapore amaro, al rame e ferro che determinano ingiallimento dei vegetali verdi oppure imbrunimenti, reagendo con i tannini.
Più la salamoia è salata e più la pressione osmotica è forte, generando una forte disidratazione nell’alimento. Risultato che a noi non interessa, e che, anzi, risulta essere antieconomico oltre che gastronomicamente non idoneo.
L’utilizzo della salamoia debole associata a erbe e spezie per pezzi di carne, bianca o rossa, offre diversi vantaggi: aumento dei processi osmotici nella trasmissione dei sapori, diminuzione del calo peso in cottura (a differenza della salagione l’uscita dei liquidi è compensata dalla salamoia stessa), struttura alla masticazione più “morbida” e colorazione più omogenea e tenue.
Anche nella salamoia è possibile usare zucchero e sale contemporaneamente, per abbassare la sapidità e le note acide della carne, specie quelle rosse.
Le dosi che suggerisco per cominciare a trovare un personale equilibrio sono:

670 g sale fino “salgemma” senza antiagglomeranti
330 g zucchero semolato
12 kg acqua fredda
erbe e spezie a piacere

Nel caso si vogliano usare salamoie medie e forti è buona norma portare l’acqua a ebollizione, in modo che il sale si sciolga completamente. Una volta sciolta, la salamoia andrà refrigerata, fino a 0 – +2°C, prima d’immergerci le carni. E, in ultimo, la percentuale di salamoia dovrà essere superiore del 10% al peso della carne. Il processo può essere abbreviato se eseguito in sottovuoto.

 

Roberto Carcangiu
Su “Alimenti Funzionali”, dicembre 2023

Cibo e medicina al servizio della salute

AlimentazionE DedicatA® Molino Spadoni a Basso Indice Glicemico vanta caratteristiche evolute, frutto di un’importante attività di ricerca: i prodotti contengono amido resistente, un amido indigeribile che contribuisce a rendere graduale la digestione dei carboidrati e a limitare l’assorbimento di zuccheri e grassi, elemento cardine nel controllo dell’innalzamento glicemico post-prandiale. Alimenti all’avanguardia, accomunati dall’elevata presenza di proteine e di fibre, come l’inulina, in grado di formare un gel viscoso che imbriglia gli zuccheri riducendone l’assorbimento. La linea può essere un valido aiuto per chi deve limitare l’assunzione di zuccheri per esigenze di salute, per chi segue diete ipocaloriche, per gli sportivi, ma anche per tutti coloro che vogliono mantenersi in forma senza rinunce in termini di gusto e a titolo preventivo.
A Nutrimi – 18° Forum di Nutrizione Pratica (4 e 5 aprile, Palazzo Giureconsulti, Milano) i professionisti della salute potranno visitare lo spazio espositivo dedicato alla linea e interfacciarsi con un nutrizionista per un confronto sulle caratteristiche dei prodotti appartenenti alla gamma: i tre formati di Pasta (Penne, Maccheroni e Fusilli), i Frollini con cacao magro e nocciole, i Grissini con olio extravergine di oliva, il Preparato per pane, pizza e dolci e la Ciabattina a base di farina di tipo “1” macinata a pietra.
Per chi fosse interessato ad approfondire, Molino Spadoni ha pubblicato un articolo dal titolo “Alimentazione vegana: attenzione agli zuccheri nascosti” scritto in collaborazione con il team scientifico Nutrimi (https://www.nutrimi.it/alimentazione-vegana-attenzione-agli-zuccheri-nascosti/) e nel contesto delle iniziative previste dalla partnership è stata creata una DEM con un approfondimento legato alla gestione della glicemia. Di microbiota e amido resistente si parlerà anche durante la sessione “Universo Microbiota: ascoltare il decision maker del nostro benessere” in programma venerdì 5 aprile.
La collaborazione tra il brand e l’organizzazione del forum segna solo il primo appuntamento del fitto calendario di iniziative previste per il 2024, confermando come la sinergia con la classe medica sia ormai consolidata e si evolva nel tempo. Confermando il successo del 2023, anche quest’anno sono previste diverse attività dedicate al consumatore finale, per favorire una maggiore consapevolezza in materia di corretta nutrizione.

Merito dei glucosinati

 

Il Center For Food As Medicine inaugura una serie di pubblicazioni dal titolo Molecular Marvels, per approfondire quanto accade su scala molecolare in fatto di alimenti funzionali. Perché dietro i benefici salutari che si attribuiscono ad alcuni alimenti, in realtà, vi è l’opera di preziosi composti bioattivi in essi contenuti.
Le verdure crocifere, quali broccoli, cavoli, rape e cavoletti di Bruxelles, chiamano in causa i glucosinolati (GSL), un gruppo di composti contenenti zolfo, che le piante producono per proteggersi da insetti e larve che se ne nutrono. Quando le cellule di una pianta vengono degradate, i glucosinolati si scompongono in composti diversi, tra cui isotiocianati, nitrili, epitionitrili e tiocianati, definiti prodotti di idrolisi GLS. Negli esseri umani, questi prodotti forniscono molti dei benefici per la salute correlati al consumo di alimenti contenenti glucosinolati.
Nello specifico, i glucosinolati impediscono l’accumulo di specie reattive dell’ossigeno nelle cellule e regolano l’attività del sistema immunitario; migliorano la disintossicazione dalle tossine ambientali, proteggono dalle mutazioni nel codice genetico delle cellule e prevengono la formazione di cellule tumorali; possono prevenire lo stress ossidativo di cuore e reni, abbassare la pressione sanguigna e migliorare i livelli di colesterolo nel sangue. I prodotti a base di glucosinolati prevengono, inoltre, l’infiammazione cronica a carico del sistema nervoso e proteggono dall’ossidazione; possono migliorare la regolazione del glucosio, abbassare i livelli di lipidi nel sangue e proteggere da una dieta ricca di grassi.
Gli esperti consigliano di tritare le verdure crocifere prima di mangiarle, per massimizzare la conversione dei glucosinolati in prodotti che apportano effettivamente benefici, di scegliere verdure fresche e, nel caso, sbollentarle rapidamente e poi congelarle, cuocerle leggermente o per niente, leggermente saltate o al vapore, per massimizzare la conservazione dei preziosi glucosinolati.

 

Carne pitone: nuovo superalimento ad alto contenuto proteico?

 

Insieme, scienziati della Macquarie University, dell’Accademia vietnamita di scienza e tecnologia di Hanoi, dell’Università di Oxford nel Regno Unito, di quella di Adelaide e del Witwatersrand di Johannesburg hanno condotto esperimenti di alimentazione su due specie commerciali di pitoni del Sud-Est asiatico (Malayopython reticulatus e Python bivittatus in allevamenti in Tailandia e Vietnam) e fanno sapere che questi animali potrebbero rappresentare il nuovo superalimento ad alto contenuto proteico.
È quanto si apprende da una recente ricerca pubblicata dalla rivista Scientific Reports, che fa notizia perché suggerisce come l’allevamento di pitoni, integrando i sistemi di allevamento esistenti, possa offrire una risposta flessibile ed efficiente all’insicurezza alimentare globale.
In termini di rapporti di conversione di cibo e proteine, i pitoni superano tutte le principali specie agricole studiate fino ad oggi, crescono rapidamente fino a raggiungere il peso da macello entro il primo anno dalla schiusa. Inoltre, la carne di serpente è bianca e molto ricca di proteine.
Vi sono anche vantaggi economici e di adattabilità per gli agricoltori che allevano pitoni piuttosto che maiali. Uccelli e mammiferi sprecano circa il 90% dell’energia derivante dal cibo che mangiano; i serpenti richiedono una quantità minima di acqua e possono vivere anche della rugiada che si deposita sulle loro squame al mattino; hanno bisogno di pochissimo cibo e mangiano roditori e altri parassiti che attaccano le colture alimentari. Oltre ad essere “più efficienti nel trasformare il cibo che mangiano in più carne e tessuto corporeo di quanto potrebbe mai fare qualsiasi creatura a sangue caldo”, spiegano i ricercatori.
Gli allevamenti di serpenti possono convertire efficacemente molti rifiuti agricoli in proteine, producendo relativamente pochi rifiuti. I rettili producono molti meno gas serra rispetto ai mammiferi; il loro robusto sistema digestivo non produce quasi alcuno spreco d’acqua e molti meno rifiuti solidi rispetto ai mammiferi. Inoltre, i pitoni possono digiunare per più di quattro mesi senza perdere molto peso e riprendere rapidamente la crescita non appena ricomincia l’alimentazione.
Il gruppo di ricerca ha testato i pitoni su diverse ‘salsicce’ di proteine ​​di scarto provenienti da ritagli di carne e pesce, scoprendo che l’alimentazione intensiva dei giovani portava a tassi di crescita rapidi senza alcun impatto apparente sul benessere. E nonostante fossero esclusivamente carnivori in natura, potevano digerire la soia e altre proteine ​​vegetali, e alcune salsicce che contenevano circa il 10% di proteine ​​vegetali, nascoste tra la carne.
Sebbene la ricerca sembri evidenziare diverse opportunità per quei Paesi in cui esiste già un precedente culturale per la carne di serpente, per gli stessi ricercatori resta improbabile che l’Australia o l’Europa adottino l’allevamento dei pitoni.

https://phys.org

 

AlimentazionE DedicatA® Molino Spadoni nuovamente partner di Nutrimi

Molino Spadoni con il brand AlimentazionE DedicatA® a Basso Indice Glicemico è pronto a consolidare il dialogo avviato con i professionisti della salute e ad ampliare la rete dei nutrizionisti e medici coinvolti nelle proprie attività. Questo sarà il terzo anno consecutivo in cui il brand sarà tra gli sponsor del congresso scientifico Nutrimi – 18° Forum di Nutrizione Pratica (4 e 5 aprile, Palazzo Giuseconsulti, Milano), appuntamento di riferimento per gli esperti che operano nel campo dell’alimentazione e nutrizione.
AlimentazionE DedicatA® Molino Spadoni a Basso Indice Glicemico collaborerà con il team di Nutrimi e Sprim per tutto il 2024 con importanti iniziative. Al Forum, i professionisti della salute potranno visitare lo spazio espositivo dedicato ai prodotti della linea a basso indice glicemico e interfacciarsi con un nutrizionista per un confronto sulle caratteristiche nutrizionali degli stessi. Di microbiota e amido resistente si parlerà anche durante la sessione “Universo Microbiota: ascoltare il decision maker del nostro benessere” in programma venerdì 5 aprile. Inoltre, agli esperti di alimentazione è stato messo a disposizione un articolo scientifico dal titolo “Alimentazione vegana: attenzione agli zuccheri nascosti” con un approfondimento legato alla gestione della glicemia. L’azienda invierà a 400 HCP delle box con prodotti, campioni e materiale informativo e prevede attività di adv.
Confermando il successo avuto l’anno scorso, anche quest’anno sono previste iniziative, dedicate al consumatore, per favorire una maggiore consapevolezza in materia di corretta nutrizione. Per ampliare il consumer engagement saranno attivate due campagne di nutritional influencer marketing nei mesi di maggio e settembre, rinforzati da contenuti social ricchi di informazioni, video e ricette per consigliare diverse modalità di consumo dei prodotti della linea AlimentazionE DedicatA® Molino Spadoni a Basso Indice Glicemico.