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Mercoledì, 18 Marzo 2020 09:35

Approfondimenti sulla salute intestinale

Un recente studio condotto da ricercatori e scienziati dell'Agricultural Research Service (ARS) dell'Università di Davis, California fornisce alcune informazioni su come i miliardi di microbi presenti nel nostro intestino agiscano e interagiscano.

I batteri intestinali e la nutrizione sono inseparabili, in quanto aiutano l'assorbimento dei nutrienti, mentre questi ultimi determinano quali batteri intestinali vivano e muoiano. Insieme promuovono una buona salute o l’insorgere di malattie.

I ricercatori hanno studiato i batteri intestinali nei macachi Rhesus che possono soffrire di una malattia diarroica simile alla colite ulcerosa degli esseri umani. Tutte le scimmie dello studio - sane e malate - sono state alimentate con la stessa dieta in modo che fosse più facile studiare se i loro microbi intestinali rispondessero in modo diverso agli stessi alimenti. Il team ha utilizzato un nuovo metodo chiamato "SAMSA2", sviluppato da loro, per osservare tutti i geni espressi da tutti gli organismi - batteri, funghi, protisti - in campioni fecali di scimmie sane e di quelle con diarrea cronica.

Anche se tutte le scimmie hanno consumato gli stessi alimenti, questo studio ha dimostrato che la "dieta" dei loro microbi intestinali non era la stessa. I microbi intestinali possono consumare i carboidrati contenuti negli alimenti che mangiamo o prodotti dalle nostre cellule intestinali e, negli animali malati, hanno espresso più geni che consentono loro di consumare più carboidrati prodotti dalle cellule intestinali. Questo è un problema perché questi carboidrati formano uno strato protettivo di mucina sopra le cellule intestinali e l'eccessiva degradazione dello stesso permette ai microbi di attraversare la barriera intestinale.

Un'altra scoperta è stata che l'identità di un particolare batterio non è così importante come il suo comportamento nell'intestino. Per esempio, il patogeno Campylobacter è stato trovato in entrambi i gruppi, ma, negli animali malati, il patogeno esprimeva un gene che gli permetteva di attaccarsi allo strato di mucina, mentre negli animali sani, il può semplicemente scorrere attraverso l’intestino.

Questi risultati dello studio, pubblicati sulla rivista Microbiome nel 2019, potrebbero avere implicazioni sulle malattie gastrointestinali croniche, come la colite ulcerosa, che colpiscono gli esseri umani

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