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Mercoledì, 16 Dicembre 2020 06:19

Vino e formaggio aiutano a ridurre il declino cognitivo

 

I cibi che mangiamo possono avere un impatto diretto sulla nostra acuità cognitiva in tarda età. È quanto emerge da uno studio condotto presso l’Iowa State University, il primo del suo genere a collegare specifici alimenti al declino cognitivo. I ricercatori hanno analizzato i dati raccolti da 1.787 adulti anziani (dai 46 ai 77 anni di età, al completamento dello studio) nel Regno Unito, attraverso la UK Biobank, un database biomedico su larga scala contenente informazioni genetiche e sanitarie approfondite da mezzo milione di partecipanti del Regno Unito, utilizzato per ricerche vitali sulle malattie più comuni e pericolose per la vita del mondo. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sul Journal of Alzheimer's Disease.
I soggetti che hanno preso parte allo studio hanno completato un Fluid Intelligence Test (FIT), un’analisi che fornisce un'istantanea nel tempo della capacità di un individuo di “pensare al volo”, come parte di un questionario touchscreen (compilato tra il 2006 e il 2010) e di due valutazioni di follow-up (condotte dal 2012 al 2013 e di nuovo tra il 2015 e il 2016). Hanno risposto anche a domande sul loro consumo di cibo ed alcool; il questionario sulla frequenza di assunzione ha chiesto loro di riferire sul personale consumo di frutta fresca, frutta secca, verdure crude e insalata, verdure cotte, pesce azzurro, pesce magro, carne lavorata, pollame, manzo, agnello, maiale, formaggio, pane, cereali, tè e caffè , birra e sidro, vino rosso, vino bianco, champagne e liquori.
Sono quattro le evidenze principali emerse dallo studio. Il formaggio, di gran lunga, ha dimostrato di essere l'alimento più protettivo contro i problemi cognitivi legati all'età, anche in tarda età; mentre il consumo quotidiano di alcool, in particolare vino rosso, era correlato a miglioramenti della funzione cognitiva. È stato dimostrato, inoltre, che il consumo settimanale di agnello, ma non di altre carni rosse, migliora le capacità cognitiva a lungo termine ed un consumo eccessivo di sale fa male, ma solo le persone già a rischio di Alzheimer potrebbero aver bisogno di controllarne l'assunzione. Infine, a seconda dei fattori genetici, alcuni individui sembrano essere più protetti dagli effetti dell'Alzheimer, mentre altri più a rischio.
Gli stessi ricercatori, con sorpresa, hanno piacevolmente appreso che mangiare in modo responsabile formaggio e bere vino rosso ogni giorno ci aiuta a far fronte alla nostra attuale pandemia di Covid-19 e ad affrontare un mondo sempre più complesso che sembra non rallentare mai.

 

https://doi.org/10.3233/JAD-201058

Letto 165 volte Ultima modifica il Lunedì, 14 Dicembre 2020 11:21

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