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Venerdì, 04 Febbraio 2022 08:45

L’indice di massa corporea è impreciso

 

 

La ricerca dovrebbe concentrarsi sui percorsi molecolari, in particolare su come i fattori metabolici alterati dall'obesità modificano lo sviluppo di diabete, malattie cardiache, cancro e altri disturbi e come influenzano lo stato di salute e la mortalità. È questa la principale osservazione emersa dopo la pubblicazione di un recente studio su Science, con cui gli autori Mitchell Lazar e Rexford Ahima riferiscono dei pro e i contro dell'obesità come del paradosso obesità-mortalità.
Un indice di massa corporea compreso tra 18,5 e 25 indica un peso normale, si è in sovrappeso se è compreso tra 25 e 30, se pari a 30 o più si registra l'obesità, una condizione che aumenta il rischio di sviluppare malattie cardiache, diabete di tipo 2, cancro, apnea notturna e altre condizioni. Ma secondo studi recenti, l'obesità può anche proteggere dalla morte. Ecco un paradosso che genera non poche polemiche. Ricerche dimostrano che alcuni individui con obesità riportano un minor rischio cardiovascolare ed un profilo metabolico migliorato, mentre un sottogruppo di persone con BMI normale sono metabolicamente malsane e hanno un rischio di mortalità più elevato. Anche presso l'Università della Virginia, a Charlottesville, sono stati rilevati tassi di sopravvivenza a breve termine post-chirurgici migliori tra le persone con obesità, rispetto ai pazienti di peso normale.
Per alcuni, l’indice di massa corporea che si basa sull'altezza e sul peso di una persona, così come nella formula ideata nel 1830 da Lambert Adolphe Jacques Quetelet, è una misura imprecisa del contenuto di grasso corporeo e non tiene conto della massa muscolare, della densità ossea, della composizione corporea complessiva e delle differenze razziali e di sesso. Il vero impatto dell'obesità potrebbe non essere completamente compreso, perché gli studi sulla popolazione si concentrano sul legame tra BMI, rischi per la salute e la mortalità, senza tener conto di come la perdita/aumento di peso non intenzionale/intenzionale possa influenzare questi risultati.
“Occorrono strumenti accurati, pratici e convenienti per misurare il grasso e il muscolo scheletrico, e biomarcatori in grado di prevedere meglio i rischi di malattie e mortalità; i progressi per migliorare la misurazione dell'obesità e dei fattori correlati aiuteranno a determinare il peso ottimale per un individuo, tenendo conto di età, sesso, genetica, forma fisica, malattie preesistenti, nonché nuovi marcatori del sangue e parametri metabolici alterati dall'obesità”, spiegano Lazar e Ahim.

 

www.medicalnewstoday.com

Ultima modifica il Mercoledì, 26 Gennaio 2022 16:47

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